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La Stampa

Esami di settembre per una vendemmia da cinque stelle ... Qualità al massimo se il tempo rimarrà buono. La produzione supererà del 2% quella del 2005... Solo un settembre con troppe nubi può oscurare le cinque stelle che dovrebbero essere il premio di una vendemmia alla massima espressione. Attualmente il barometro della qualità, nella media nazionale, fissa la lancetta sul buono, ad un pelo dall’ottimo, ma sarà proprio il barometro, quello vero delle previsioni meteo, ad indicare se, col tempo favorevole, quest’annata 2006 firmerà un grande millesimo.
“Ci sono ottime possibilità di uno sprint finale - conferma Beppe Martelli, direttore generale di Assoenologi, illustrando le previsioni che ha appena finito di elaborare -. Sarà l’andamento climatico e meteorico di settembre che farà la differenza: se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ovvero con giornate ricche di sole; scarse di pioggia e con buone escursioni termiche notturne questa sarà davvero una vendemmia da ricordare. Oggi ci sono tutte le premesse per ottenere vini bianchi con un interessante quadro aromatico ed una soddisfacente freschezza, ma soprattutto vini rossi ricchi di struttura, tipicità, equilibrio ed ampiezza d’evoluzione”. Riguardo alla quantità le previsioni di Assoenologi indicano una produzione di 51,5 milioni di ettolitri tra vini e mosti, con un incremento di circa il 2% rispetto alla scorsa campagna e a fronte di una media che nel quinquennio 2001-2005 è stata di 48,9 milioni di ettolitri.
“La vendemmia rallentata di qualche giorno al Centro-Nord ed accelerata di pari tempo al Centro-Sud e nelle Isole rientra nella media pluriennale, cosi come la resa uva-vino - commenta ancora Martelli -. Siamo decisamente lontani dalle media produttive di 63,6 milioni di ettolitri degli anni tra il 1985 e il 1995. Del resto negli ultimi tre lustri abbiamo perso 178.000 ettari vitati, in pratica ci siamo mangiati una superficie produttiva pari a quella di Piemonte e Sicilia insieme”.
Tutto ciò si calerà in un mercato dove le esportazioni, sia pure tra alti e bassi, sono in positivo, mentre i consumi interni sono in continua flessione: Assoenologi li indica a 49 litri pro-capite, contro gli oltre 100 degli anni Settanta. Non si può dunque fare a meno di pensare nuove strategie, per un settore centrale nell’economia agricola italiana. Il business del vino, nel nostro paese, vale 9 miliardi di euro a cui se ne devono aggiungere almeno altri 2 miliardi che vengono dalla nostra tecnologia di cantina, la più diffusa al mondo. Un sistema in cui hanno un grande peso le cooperative, che garantiscono quasi il 50% della produzione. Quali saranno dunque le nuove strade da seguire?
“In futuro, la metamorfosi sarà nel vigneto - assicura Martelli - un’evoluzione che, entro dieci anni, sarà pari, se non superiore, a quella che è avvenuta a partire dagli anni ‘80 in cantina. Del resto l’età media degli impianti italiani è di oltre 30 anni e le ore lavorative anno/uomo/ettaro sono mediamente 400. Da qui la necessità di un cambiamento di rotta, pena un ulteriore abbandono delle superfici vitate con il conseguente calo della produzione”.
Stiamo quindi andando sempre di più verso strutture produttive di maggiori dimensioni, meglio organizzate e più razionalmente condotte? «Da una parte sì, dall’altra no - risponde il direttore di Assoenologi - visto che la superficie media di vigneto per azienda è dì soli 1,5 ettari, contro quella francese, attestata sui 7,5 ettari. Entrambi veri fazzoletti confronto al Cile ed all’Australia, dove in media le aziende hanno una superficie di 350 ettari. Sono convinto - conclude Martelli - che nell’arco di 15 anni quasi il 70% delle aziende viticole con più di 20 ettari dovranno essere meccanizzate per far scendere le ore di lavoro annuo per addetto su ogni ettaro intorno alle 200, dalle attuali 400. Per chi non seguirà questa trasformazione il rischio è di uscire dal mercato, fatta eccezione per le produzioni ad alto valore aggiunto o delle zone di difficile coltivazione”. (arretrato de La Stampa del 3 settembre 2006)
Autore: Vanni Cornero

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