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La Stampa

Rossi e bollicine rubano il cuore del “wine-lover” ... L’hit parade delle preferenze nel bicchiere... Nei loro bicchieri gli enoappassionati “wine-lover” vedono rosso e confermano massicciamente la preferenza per il vino made in Italy. Intanto galoppa il gradimento per le “bollicine”, in un testa a testa, inimmaginabile fino a qualche anno fa, con i bianchi “fermi”. A guidare, invece, la classifica dei preferiti sono i vini “di territorio”: in testa c’è Montalcino, seguito a ruota dalle Langhe, dalla Valpolicella e dal Chianti Classico. Questa è la fotografia del bere bene in Italia scattata dal magazine on line www.winenews.it, uno dei siti più autorevoli del mondo del vino. L’analisi di WineNews ha riconfermato lo strapotere (60%) dei rossi, mentre solo il 15% degli enoappassionati predilige i bianchi.
Ma il risultato sorprendente è quello degli spumanti che incassano il 15% delle scelte. Un 10% tra i cultori del vino indica di preferire quelli dolci. Fra gli italiani il più amato è il Brunello di Montalcino, seguito da Barolo e Amarone di Valpolicella. A ruota Chianti Classico e Barbaresco, seguiti dai vini di Bolgheri (tra cui regna il Sassicaia), poi Nobile di Montepulciano e Taurasi, quindi, a pari merito, Sagrantino di Montefalco, Collio, Franciacorta e Passito di Pantelleria. Riguardo alla geografia del bere il 70% degli appassionati sceglie l’Italia, ma una percentuale del 30% non rinuncia ai vini stranieri. E qui la Francia mantiene saldamente il vertice della classifica: in testa, con il 16%, lo Champagne seguono il Borgogna (15%), il Bordeaux (13%) e il Sauternes (9%). Il resto d’Europa incassa un 5% di preferenze, ripartito tra Austria, Germania, Spagna e il “nuovo mondo” del vino (Australia, Cile, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Argentina, Sud Africa) si attesta sul 15%.
Ma dietro ai grandi vini ci sono uomini o donne che li firmano, assicurando ad un tempo qualità, fascino e affidabilità. In questa hit parade, secondo un altro sondaggio di WineNews, il primo nome in assoluto è quello di Angelo Gaja, sul podio, seconda e terza, le toscane Antinori, prestigioso marchio storico che da poco ha festeggiato i cinquecento anni del suo palazzo rinascimentale a Firenze, e la Tenuta San Guido, la cantina che produce il Sassicaia, archetipo dei Super Tuscan. Seguono, alla pari, le due grandi “signore” del vino siciliano: Planeta e Donnafugata, fautrici della rinascita enologica della regione; ancora un triplo ex-aequo in quinta posizione, dove si trovano fianco a fianco le toscane Tenuta dell’Ornellaia e Castello Banfi, la più grande azienda nel territorio del Brunello, e l’umbra Caprai, la cantina che ha rilanciato in Italia e nel mondo il Sagrantino di Montefalco; a chiudere la classifica dei brand più glamour dell’ enologia: la Biondi Santi (Tenuta Il Greppo), la cantina che ha “inventato” il Brunello di Montalcino, la campana Feudi di San Gregorio, le franciacortine Bellavista e Ca’ del Bosco e la toscana Frescobaldi. Per riscontrare preferenze e tendenze dei consumatori il prossimo appuntamento sarà a Torino, dal 26 al 29 ottobre, con il “Salone del Vino”, un momento ideale per comunicare col mercato e promuovere i consumi. Un evento commercial-mediatico che dà valore aggiunto alle aziende e focalizzerà l’attenzione sui segmenti emergenti del settore.

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