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La Stampa

Un valzer con l’uva alle porte di Vienna ... Filari che scendono ripidi e, in fondo, Vienna con il suo fiume, il Danubio. Osterie dai tavoli di legno accanto ai vigneti dove si mangia maiale, crauti, knodel, mentre le caraffe di vino bianco ghiacciato vanno e vengono. Un luogo unico al mondo. Settecento ettari a vite che circondano la città e trecento vignaioli:
tutti nel Comune di Vienna. E in questo luogo, una tradizione altrettanto unica: il Gemischter Satz, la vigna mista. Una tecnica antica che ancora caratterizza almeno 50, 70 ettari: in pratica, diversi vitigni (si arriva fino a venti) nello stesso vigneto. Niente a che vedere con il metodo cuvée o con gli uvaggi: qui la miscela è in vigna. Tutte le uve sono a bacca bianca, ma hanno ruoli diversi: ci sono uve di base (come il Pinot bianco e il Gruner Veltiner), altre che danno acidità (come il Riesling renano) e altre ancora aromaticità (come il Muskateller e il Traminer). Ogni vino è diverso, ma tutti esprimono un forte legame con il territorio.
Nessuno conosce esattamente l’origine di questo sistema di coltivazione. Probabilmente è legato alla necessità di preservare almeno una parte del raccolto in caso di maltempo, gelate, malattie.
Fino agli anni ‘90 il vino che se ne ricavava era considerato di scarso valore, un vinello leggero da bere giovane. Oggi la situazione è radicalmente cambiata: un gruppo di circa 20 produttori ha dimostrato che i Gemischter Satz possono essere vini di grande personalità. Ad aprire la strada è stato Fritz Wieninger, che coltiva 35 ettari (secondo il sistema biodinamico) sulle colline viennesi e che sa gestire le sue vigne “miste” con la maestria di un direttore di orchestra.
Wieninger ci spiega che è importante mescolare vitigni tardivi e precoci, capire qual è il momento giusto di raccolta, dosare aromi esotici con freschezza e acidità. Un equilibrio complesso, un gioco di prestigio che richiede l’esperienza e la sensibilità di un grande vignaiolo. Per tutelare e far conoscere queste vecchie vigne viennesi nascerà un’associazione di produttori che focalizzerà la sua attenzione sulla coltivazione, richiedendo un numero minimo di vitigni (austriaci) per vigneto, tecniche sostenibili (ove possibile biologiche e biodinamiche), potature rispettoso della salute delle viti e così via.

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