02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

La Stampa

I nomi Barolo e Barbaresco diventano marchi d’impresa ... La registrazione metterà al sicuro dalle imitazioni in tutto il mondo... Il ministero delle Politiche agricole sarà al fianco del Consorzio di tutela di Barolo e Barbaresco per proteggere questi vini dai tentativi di usurpazione e plagio. Il dicastero guidato da Luca Zaia, infatti, sosterrà finanziariamente la registrazione dei due grandi prodotti dell’enologia piemontese come “marchi collettivi d’impresa”. Questo tipo di marchio riveste la duplice natura di segno di identità e di distinguibilità e di garanzia per il consumatore, assicurando che il prodotto contrassegnato ha determinate caratteristiche in relazione a tre elementi fondamentali: l’origine, la natura e la qualità.
Ma, oltre al garantire questi valori, la vitivinicoltura è ormai totalmente orientata alla tutela dell’ambiente. Così lo studio agronomico lombardo “Sata”, primo in Italia, ha varato un progetto ad hoc per le aziende del settore, proprio per monitorare il processo produttivo dalla vigna alla bottiglia (ma anche la fase di commercializzazione) e migliorare l’efficienza ambientale della filiera aziendale.
“Quando si produce qualcosa - spiega Leonardo Valenti, professore di viticoltura dell’Università di Milano e autore del progetto - consumiamo un pezzetto del Pianeta, sia sottraendo risorse, come acqua o petrolio, sia perché restituiamo scarti alla terra, primi fra tutti gas ad effetto serra”.
Il progetto “Sata” monitora tutti gli input necessari alla produzione di un vino, dal vigneto ai fertilizzanti, dal consumo di carburante per i trattori, all’acqua dall’elettricità, alle sostanze chimiche per uso enologico dall’acciaio dei macchinari, alla carta per le etichette, dal vetro, ai tappi, dal lavoro umano ai singoli processi lavorativi, fino alle risorse consumate per immettere il vino sul mercato e calcola il loro impatto sull’ambiente. “In pratica - conclude il professor Valenti - monitorando le emissioni di ogni operazione, costruiamo un processo di ottimizzazione complessivo, in grado di produrre un vino che, progressivamente nel tempo, abbia un sempre minore impatto sull’ambiente. I progressi sono notevoli e contiamo di avere i primi risultati concreti entro un anno”.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli