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La Stampa

Quattro nomi italiani tra i potenti del vino ... Il decanter è uno speciale contenitore simile ad un’ampolla in vetro o cristallo trasparente, dedito alla decantazione del vino. Ma è anche una rivista britannica che si autodefinisce “the world’s best wine magazine”, e che da tre anni a questa parte individua e celebra i 50 personaggi più influenti nel mondo del vino internazionale.
La “power list” è guidata dal più potente manager del vino del mondo, Richard Sands, presidente del gigante americano Constellation Brands. Seguono Robert Parker, critico Usa; la commissaria europea all’Agricoltura Mariann Fischer Boel; Mel Dick, vicepresidente di Southern Wine Spirits of America; Annette Alvarez-Peters, direttrice acquisti di Costco Wh. Corp, e Dang Jago, direttore di Tesco.

Top ten

A completare la “top ten” Jean-Christope Deslarzes, vicepresidente di Alcan; la “wine writer” inglese Jancis Robinson; quindi, il presidente della Repubblica francese Nicolas sarkozy e Pierre Pringuet, il presidente di Pernod Ricard. Tra le novità 2009, anche un climatologo Usa, Greg Jones, ricercatore presso la South Oregon University.
Ci sono anche quattro italiani. In ventiduesima posizione si piazza il marchese Piero Antinori, a capo dell’omonima “griffe”; alla ventiseiesima il nuovo direttore del Gambero rosso, Daniele Cernilli (i cui “tre bicchieri” sono paragonati da “Decanter” ai 90 punti di Robert Parker); quindi, al 35° posto l’amministratore delegato del Gruppo Italiano Vini (oggi proprietà Cantine Riunite & Civ), Emilio Pedron, e al 47° posto il re del Langhe Nebbiolo, Angelo Gaja (“È un critico della scena del vino italiana, favorevole all’introduzione di altre uve nel Brunello”).

New entries

Tra le new entries, oltre a Sarkò, Deslarzes, Pringuet, Jones e Pedron, ci sono l’australiano Jan Johnston, ad di Foster’s Group (14° posto), il francese Ghislain de Montgolfier, presidente dell’Union des Maisons de Champagne (27°); ancora dall’Australia, Robert Shum, di Aussino wines (28°), lo statunitense John Kapon, presidente di Acker Merrall & Condit (31°) e il britannico
Gary Boom, direttore di MD Bordeaux Index (37°).

Qualcuno, infine, retrocede. Tra questi, Bernard Arnault il presidente e ad del Gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy (dal 11° posto al 13°); Frederic Rouzaud, responsabile Louis Roederer (dal 27° al 48°) e Marvin Shanken, l’editore di Wine Spectator (dal 15°al 19°).

Frugalità e web

Liste a parte, in Italia intanto sta cambiando il vento. Prevale, anche nel consumo del vino, la frugalità. Gli italiani, infatti, secondo un’indagine dell’Uiv, “acquistano sempre più vini da bere a casa e vanno meno al ristorante. È in atto quindi uno spostamento dal fuori casa alla grande distribuzione e gli indicatori congiunturali indicano questa tendenza in fortissimo aumento”. Conforta inoltre sapere che, salvo effetti imprevedibili che avranno le applicazioni dell’Organizzazione comunitaria di mercato da agosto, arriva per il consumatore un momento positivo: “Non si intravedono aumenti di prezzi all’orizzonte” segnala l’Uiv.
Tra le tendenze, anche la crescita degli appassionati di vino che cercano news e chattano sull’argomento on line: poi, però, acquistano sempre dall’enoteca o dal produttore.

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