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La Stampa

Brunello, falsi 1,3 milioni di litri ... Chiuse le indagini della Procura e delle Fiamme Gialle di Siena: sette aziende coinvolte. 17 gli indagati. Sott’accusa anche il direttore del Consorzio. I pm: carenza di vigilanza... Patrizio Cencioni è diventato presidente del Consorzio di tutela del Brunello nel pieno delle indagini della magistratura sul rispetto del disciplinare di produzione e adesso che l’inchiesta è arrivata alle fine non può che dirsi “sollevato”. Resta da capire che cosa succederà all’interno dell’organismo di controllo nei prossimi mesi visto che la Guardia di
Finanza e la Procura di Siena sono convinti che in tutta questa vicenda, che ha portato al declassamento di 1,2 milioni di litri di Brunello Docg e di altri vini Doc ci sia “stata carenza di vigilanza” proprio da parte del Consorzio.

Il direttore e due ispettori del comitato di certificazione, infatti, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e al falso ideologico in atti pubblici. Il motivo lo spiega Marco Squarcio, tenente colonnello della Guardia di Finanza: “Gli ispettori del Consorzio, nel corso delle verifiche, hanno rilevato la coltivazione di vitigni non riconosciuti ma “il Comitato di Certificazione nonostante le gravi irregolarità evidenziate nei verbali di ispezioni ha emesso attestati di non conformità lievi”. La carenza di vigilanza, dunque, ha reso possibile commercializzare intere produzioni di Brunello e Rosso di Montalcino dal 2003 al 2007 prive dei requisiti per fregiarsi delle denominazioni di origine: “quantitativi di vino sono stati tagliati o ammorbiditi con uve e vini differenti dal sangiovese”.

Il direttore Stefano Campatelli si dice tranquillo: “Ci contestano la procedura dei controlli ma noi li abbiamo sempre fatti seguendo i protocolli del consorzio che sono stati approvati dal ministero. Per noi sono corretti, per loro no. Vedremo chi ha ragione”. E il presidente Cencioni aggiunge: “Non abbiamo aperto alcuna procedura interna. Discuteremo con i soci prossimamente ma per ora non abbiamo indetto un’assemblea. Siamo fiduciosi che il tutto si concluda per il meglio”. E aggiunge: “Il Brunello e il Rosso di Montalcino attualmente in commercio Solo stati ritenuti idonei e pertanto rispondenti a quanto stabilito dai relativi disciplinari di produzione”.

Intanto, fino alla fine dell’anno per garantire le esportazioni verso gli Stati Uniti è stato prorogato il sistema di controllo concordato la scorsa estate dai ministro delle Politiche agricole e Forestali, Luca Zaia, con il governo americano. E secondo i magistrati “le indagini appena concluse contribuiscono a tutelare il consumatore al momento dell’acquisto e, nello stesso tempo, la trasparenza del mercato dei vino, settore di primaria importanza per l’economia nazionale e per l’immagine del made in Italy”. Del resto gli stessi magistrati hanno dato il via libera al dissequestro di 5,4 milioni di litri di Brunello risultati conformi agli esami di laboratori e a 240 mila litri di Rosso di Montalcino. Sono stati restituiti anche 350 ettari di vigneti regolarizzati. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati denunciate 17 persone, 8 hanno patteggiate. Sette le aziende coinvolte.

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