02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

La Stampa

Proposta suicida per salvare la Barbera ... Sostiene Slow Food... La signora in rosso, ovvero la Barbera d’Asti, è in piena crisi d’identità. I numeri della neonata Docg sono
drammatici: le vendite nel 2009 sono diminuite del 13%. Così le giacenze di produzione ammontano alla cifra monstre di 200.000 ettolitri. Un’enormità, che rischia di mandare sul lastrico i 570 produttori della denominazione. E allora, per correre ai ripari, è nata la proposta suicida di aprire la Docg ai vitigni internazionali come cabernet, merlot, syrah e pinot nero, tanto per citare i più conosciuti. Il 10 di luglio, durante un concitato Comitato vitivinicolo regionale (ultimo passaggio prima di quello nazionale che dovrà esprimere parere definitivo) si sono registrate polemiche e prese di posizione molto dure: personaggi del calibro di Vincenzo Gerbi e Lorenzo Corino (due pilastri dell’enologia regionale) si sono opposti a una modifica che colpisce una Docg nata esattamente un anno fa. Su 17 presenti, 7 hanno dato parere favorevole, 5 si sono astenuti e 5 hanno votato contro. La proposta quindi è passata con una maggioranza risicata e ora rischia di essere accettata a Roma.

Ma cosa prevede la riforma in questione? Secondo quanto deliberato, i produttori avranno la possibilità di tagliare la barbera con il 10% di uve non autoctone, mentre oggi è possibile solo con grignolino, freisa e dolcetto. Un vero e proprio golpe per il più piemontese dei vini, quello con il maggior radicamento territoriale. Tra l’altro gli strateghi di questo progetto ripropongono la medesima ricetta del Monferrato Rosso, una concezione vecchia del vino, che ha dimostrato nei fatti tutta la propria inconsistenza. Questa denominazione, infatti, era nata per creare in Piemonte un’alternative ai supertuscan, che così tanto successo avevano raccolto negli anni Novanta. Peccato che il mercato oggigiorno sia saturo e la richiesta per vini di stampo internazionale stia colando a picco, mentre cresce la domanda di vini quotidiani, meno artefatti e dai prezzi abbordabili. Tutte caratteristiche riassunte perfettamente dalla barbera. Fare guerra agli australiani e al Nuovo Mondo, sfidandoli con le loro stesse armi ma con costi di produzione decisamente più alti, è senza dubbio una strategia perdente, già tentata altrove senza successo.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Pubblicato su