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La Stampa

“Nord America e Ue
non bastano più.
Puntiamo sulla Cina” ... Ricetta Fedagri: “Promozione
con fondi Ocm”... Il prezzo dell’uva in repentino calo, -15/20% a settembre (sul 2008), la contrazione dei consumi di vino spingono sempre più il prodotto italiano verso nuove frontiere.
“Spingere l’export è la più valida risposta per risollevare il comparto e mettere a punto un progetto di promozione insieme con le nostre cantine cooperative, utilizzando gli appositi fondi messi a disposizione dall’Ocra vino”, dice il presidente del settore vitivinicolo di Fedagri, Adriano Orsi -. E spiega: “Si punterà innanzitutto a incentivare le esportazioni sui mercati consolidati. Quali? Vanno oltre confine 17,2 milioni di ettolitri, per un valore di oltre 3,5 miliardi di euro: poco meno del 90% dei volumi è concentrato nelle due macroaree di Europa e Nord America”. Dunque, il vecchio e il nuovo Continente. Non basta, però. “In questi mercati nel 2008, abbiamo registrato gravi battute d’arresto”, dice ancora Orsi. E allora? “Dobbiamo differenziare il nostro business internazionale e tentare di penetrare anche in quei Paesi del Far East, del Medio Oriente, dell’Europa dell’Est, della Russia, in cui oggi portiamo soltanto l’ll% del nostro export, per un valore di 600 milioni di euro. In pratica, appena il 17% del totale delle esportazioni”.
Secondo Orsi bisogna combattere questa debolezza del settore, che consiste nel concentrare quasi tutto l’export in Europa e in America. Queste due ultimi continenti possono ancora esprimere molto in termini di potenziale crescita dei consumi, ma in caso di contrazione , come è accaduto ora sul mercato americano, possono
far registrare ingenti perdite.
Un altro punto da non sottovalutare - secondo il presidente Orsi - è la scarsa efficacia del messaggio che diamo del nostro vino in quelle aree del mondo in cui non c’è il traino degli emigrati italiani. “Sì punta sulla qualità, ma oggi una risposta basata soltanto sul miglioramento qualitativo dei vini offerti ad un mercato sempre più globalizzato può non essere sufficiente per tornare ad essere competitivi”.
La ricetta di Fedagri, dunque? Migliorare l’efficienza aziendale, minimizzando al massimo i costi di produzione attraverso economie di scala, e investire in settori più sofisticati, come la ricerca e lo sviluppo, la commercializzazione, la promozione e l’assistenza postvendita.

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