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La Stampa

Vino, è cominciata l’era del tappo a vite ... Gai, leader mondiale delle attrezzature per la cantina... Oggi a Milano apre il Simei, il più importante appuntamento con le macchine per l’enologia... Si chiama Simei, ossia Salone internazionale macchine enologiche imbottigliatrici, ed è la fiera di settore più importante nel mondo per un semplice fatto: i costruttori italiani sono i migliori, leader incontrastati senza timore di smentite. Si svolge ogni due anni a Milano e oggi inaugura nel nuovo polo fieristico di Rho la sua edizione numero 23, in programma fino a sabato per mettere in vetrina i migliori strumenti per la produzione, l’imbottigliamento e il confezionamento delle bevande, del vino e dei liquidi alimentari. E se all’interno di un salone leader cercate il costruttore leader, vi sarà facile trovarlo nella Gai di Ceresole d’Alba, la Ferrari delle macchine imbottigliatrici, l’azienda che in oltre sessant’anni di attività si è sviluppata nei mercati di tutto il mondo conquistandosi una supremazia pressoché incontrastata. Innanzi tutto perché il suo stand è il più grande, con 1320 metri quadrati di esposizione e decine di operatori. E poi perché per la Gai quella milanese non è solo una semplice fiera. “È una sorta di convention, un’occasione per incontrare tutti i nostri importatori e rivenditori sparsi nei quattro angoli della Terra” dice Guglielmo Gai, amministratore delegato dell’azienda insieme con il fratello Giovanni, mentre il padre Carlo è presidente. “In questi cinque giorni, ospiteremo centinaia di persone, tutti i collaboratori che contribuiscono alla diffusione delle nostre macchine dall’India alla Cina, dagli Stati Uniti al Sud America. Visiteranno il nostro spazio espositivo, ma anche lo stabilimento di Ceresole, nel Piemonte dei grandi vini di Langa e Roero, in un continuo viavai che supera il classico rapporto professionale”. L’estero oggi rappresenta oltre il 70% del mercato della Gai. Francia e Stati Uniti assorbono ognuno il 10%; mentre il resto della produzione va un po’ in tutto il mondo, dall’Australia al Sud Africa, con una crescita costante del mercato in Austria, Germania ed Est Europa: “Realizziamo poco più di mille macchine all’anno, con un fatturato intorno ai 30 milioni di euro e con 150 lavoratori. Quest’anno, abbiamo compiuto grossi investimenti nell’energia solare e termica, ricoprendo di pannelli tutto il tetto dello stabilimento. Siamo già giunti a produrre 215 Kw di energia solare e arriveremo a 373 kw entro maggio 2010, soddisfacendo un terzo delle necessità energetiche dell’azienda. Siamo una famiglia che è diventata un’industria, ma senza perdere la passione e la cura sartoriale per il lavoro”. Lo si percepisce dalle macchine perfettamente lucidate e messe in mostra al Salone milanese. Quest’anno per il Simei ci sono due novità: “Abbiamo rinnovato completamente la gamma di macchine “entry level” per i piccoli produttori che intendono diventare autonomi nell’imbottigliamento. Grazie ad alcune migliorie tecniche e in termini di efficienza di produzione, siamo anche riusciti ad offrire prezzi d’acquisto più bassi”. L’altra novità, spiega Gugliemo Gai, “consiste nella presentazione di tappatori pluriteste, sia per sughero che per vite, progettati e prodotti direttamente da noi”. Se ci addentriamo negli aspetti tecnici, scopriamo che la tappatura a vite è sempre più richiesta e perfezionata, insieme con il tradizionale tappo di sughero. “La nostra azienda è in grado di creare linee complete di imbottigliamento per produttori che richiedono tra le 1.000 e le 15.000 bottiglie all’ora, che rapresentano i limiti del vino di qualità, al di là dei quali si passa a un prodotto semindustriale”. Ma come sta andando il mercato vitivinicolo? “Ci sono luci e ombre. In Italia c’è poco ottimismo, ma in realtà le cose non vanno poi così male e i produttori continuano a investire. Altri paesi come la Spagna, invece, sembrano profondamente in crisi, mentre negli Stati Uniti si intravedono i primi segnali di ripresa concreta”.

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