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La Stampa

Formaggi e spumante 1ocomotori dell’export ... Il Grana in Germania, Francia, Regno Unito. L’Asiago sul mercato americano grazie all’accordo con Wal Mart. E’ il formaggio la locomotiva che tira la ripresa delle esportazioni dell’agroalimentare italiano. I ricercatori di Nomisma hanno analizzato i flussi commerciali e messo in evidenza come il comparto ha superato in termini di valore e produzione i dati del 2008, l’anno che ha preceduto la crisi: 1209 milioni nei primi nove mesi del 2010 contro i 1109 di tre anni fa. Anche ortofrutta e vino hanno ecuperato i termini di volumi i loro flussi all’estero ma “per quanto riguarda i prezzi ci sono ancora alcune incertezze legate agli effetti della crisi del 2009”, ammette Paolo Bruni, presidente del CogeCa. E aggiunge: “Nel caso dell’ ortofrutta l’eccezione sono gli agrumi che crescono in maniera robusta su quantità e valore. Nel caso del vino ancora una volta le migliori performance si registrano per gli spumanti, gli imbottigliati tengono, mentre in termini di prezzo perdono nettamente gli sfusi”. Complessivamente dunque ortofrutta, vino e formaggi nei primi nove mesi del 2010 mostrano un rientro dalla crisi vissuta nel 2009. I valori esportati l’anno scorso sono infatti in valore assoluto già superiori ai corrispondenti del 2008 e nettamente superiori a quelli del 2009. Vediamo i numeri. L’export vitivinicolo vale 2,695 miliardi contro i 2,669 del 2008 realizzato attraverso la vendita di 1,524 milioni di tonnellate contro l’1,332 milioni di tre anni fa. L’ortofrutta registra un leggero aumento di due milioni sul valore delle esportazioni che si fermano a 2,93 miliardi con un incremento di 254 mila tonnellate sul 2008. Per quanto riguarda formaggi, invece, c’è stata una crescita parallela sia della quantità esportate che dei vabn delle esportazioni, anche se nel corso degli ultimi 3 anni si è raggiunta una stabilità dei quantitativi esportati mentre è continuata la crescita in termini di valore.

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