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La Stampa

Tracce di radioattività nell’acqua di Tokyo ... A Fukushima torna l’energia, si lavora per raffreddare i reattori… A Fukushima 1, dopo giorni di balbettamenti e marasma, da quando si è cominciato a seguire un piano coerente, cresce la fiducia nella possibilità di controllare i disastrati reattori nucleari della centrale. Non è ancora detto che il piano di ridare corrente alle strutture di raffreddamento (di cui non si conosce appieno lo stato) possa andare pienamente in porto, ma la speranza di evitare il peggio aumenta. Purtroppo, le conseguenze del disastro sul fronte della contaminazione emessa dai reattori danneggiati e dagli “sfiati” di acqua radioattiva decisi volontariamente cominciano a farsi sentire. Ieri sono state rilevate tracce di radioattività in latte e spinaci prodotti nei pressi della centrale di Fukushima. E indici della presenza di iodio e cesio sono stati rilevati anche nell’acqua di rubinetto a Tokyo, a 240 chilometri di distanza, a dimostrazione della velocità con cui si sposta nell’ambiente il materiale radioattivo rilasciato. La prima scoperta di prodotti agricoli contaminati è stata fatta a circa una trentina di chilometri dalla centrale. Secondo il governo non è ragione sufficiente per sospendere la vendita dei prodotti agricoli delle aree a rischio. Una scelta bizzarra che molti prevedono provocherà nel mondo paura e rifiuto di prodotti nipponici ancorché sanissimi. Già ora il sushi o il sashimi che viene dal Giappone solleva (ingiustamente) dubbi e ostilità. Sono 36 milioni le persone che vivono nella megalopoli della Grande Tokyo, e dunque ha colpito duro la presenza di tracce di iodio-131 nell’acqua di rubinetto. Non si tratta per ora di livelli preoccupanti: il campione conteneva 1,5 becquerels per chilo di iodio-131, molto al di sotto della soglia “accettabile”, 300 becquerels. Tracce di cesio ci sono nell’acqua di due prefetture a Nord di Tokyo, Gunma e Tochigi. Il governo anche in questo caso ha detto che tutt& va bene, ma l’Alea (l’agenzia Onu per l’atomo) ha ricordato che la presenza di 1-131 (un isotopo che “vive” 8 giorni e si degrada velocemente) può “generare problemi di salute a breve termine”. Si fissa infatti nella tiroide provocando cancro, pericolo cui sono esposti soprattutto i bambini e le donne. Oggi è curabile nel 99% dei casi, ma è chiaro che la notizia della presenza di 1-131 scatenerà la corsa a procurarsi le tavolette di ioduro di potassio, che “occupando” la tiroide impedisce l’arrivo dell’agente radioattivo. Sempre a Tokyo l’aria è ok; al contrario, nel pomeriggio si è avvertito un nuovo terremoto, una scossa di grado 6,1. Sempre ieri il primo ministro democratico Naoto Kan ha incontrato il capo dell’opposizione liberaldemocratica Sadakazu Tanigaki per proporre un governo di unità nazionale; offerta, per ora, respinta. La centrale di Fukushima mette un po’ meno paura. Ieri i tecnici della Tepco sono riusciti a collegare alla rete elettrica una serie di quadri di distribuzione. Una volta riattivate le strutture di raffreddamento - di cui ancora non si conosce l’efficienza - sarà possibile rimettere in moto le pompe per raffreddare i reattori 2 e 1, in cui continua a essere immessa acqua di mare. Si tenterà domani, pare, con il 2. Il reattore 3, uno dei più danneggiati, è stato a lungo innaffiato da potenti getti d’acqua da veicoli dei pompieri (che hanno subito una significativa irradiazione) e da un mezzo controllato a distanza. Per il 4, si continua a cercare di riempire d’acqua la piscina che ospita il combustibile “spento”. Per il 3 e il 4, si tenterà di collegarli alla rete elettrica - con cautela, visto il loro stato c’è pericolo di esplosioni - nel corso della giornata di martedì. I generatori diesel usati all’inizio adesso vengono usati per alimentare le pompe dei reattori 5 e 6. Sono ancora integri, ari- che se sono stati forati sul tetto per evitare accumuli di idrogeno e dunque esplosioni. La radioattività è sempre alta, ma stabile; sei lavoratori risultano colpiti da radiazioni superiori a quelle ammesse.

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