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La Stampa

Pesche, albicocche e vendemmia. La raccolta in mano agli studenti ... In duecentomila passeranno dai banchi di scuola ai campi grazie ai buoni-lavoro. Marini (Coldiretti): così si aiutano le fasce deboli senza destrutturare il mercato... Quasi un terzo dei voucher nazionali sono utilizzati dall’agricoltura... La stagione delle fragole e delle ciliegie si sta concludendo ma poi arrivano le albicocche e le pesche. Tra la fine di agosto e i primi di settembre c’è la vendemmia. E poi gli ortaggi e tra luglio e agosto nelle zone meridionali spunta il pomodoro. Dal primo giugno per circa 200 mila studenti si riaprono le porte del buono lavoro ma i giovani dai 16 ai 26 anni possono anche essere impiegati nell’ambito delle attività di vendita diretta dei prodotti agricoli e alimentari svolta nei mercati degli agricoltori. La fine della scuola coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne e i voucher “rappresentano uno strumento che offre interessanti opportunità di reddito e occupazione a categorie particolarmente deboli e risponde coerentemente alle richieste di semplificazione del lavoro nei campi che può così meglio esprimere le proprie potenzialità in un momento di crisi, senza con ciò destrutturare il mercato del lavoro agricolo”, spiega il presidente della Coldiretti, Sergio Marini. Se queste sono le premesse allora non è un caso che sia proprio l’agricoltura ad utilizzare maggiormente questo strumento (1/3 del totale è stato utilizzato nei campi) introdotto per la prima volta nel 2008 in occasione della vendemmia. Da allora sono stati 3,3 milioni i voucher da 10 euro staccati per pagare il lavoro stagionale in campagna. Ma il voucher, secondo Marini, può diventare anche l’occasione per “mettere alla prova la propria creatività degli studenti creando un’impresa” ma è anche “una occasione per conoscere la genuinità e le caratteristiche dei veri prodotti del Made in Italy per impararli a distinguere da quelli importati spacciati come nazionali anche sugli scaffali dei mercati al momento di fare la spesa”. Secondo la Coldiretti, infatti, l’agricoltura, in controtendenza rispetto all’andamento generale è tornata ad aumentare l’occupazione (quasi il due per cento in più contro un calo generale dello 0,7% nel 2010) nelle campagne dove è “giovane un lavoratore dipendente su quattro”. Le opportunità di lavoro “si registrano per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi”. Ogni buono-lavoro ha un valore nominale lordo di 10 euro. I datori di lavoro possono acquistare dall’Inps i buoni-lavoro e remunerare i lavoratori occasionali. A loro volta, i lavoratori potranno cambiare i buoni-lavoro in denaro contante presso qualsiasi ufficio delle Poste. Al momento del cambio, le Poste trattengono il 25% dell’importo a copertura delle imposte. Un lavoratore con un buono-lavoro da 10 euro riceve 7,5 euro in denaro (compenso netto) al momento del cambio. Il buono-lavoro fornisce anche una parziale copertura sui contributi previdenziali (Inps) ed assicurativa sugli infortuni sul lavoro (Inail). Oltre agli studenti tra i 16 e i 25 anni possono usare i buoni lavoro i disoccupati, le casalinghe, i cassaintegrati, i lavoratori in mobilità e i pensionati.

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