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La Stampa

Il Barolo mette all’asta un successo d’annata ... Reduce dall’ottimo 2011, il grande rosso cerca nuove fette di mercato: oggi all’incanto 22 lotti di 14 produttori ... A giudicare dai numeri, si può dire che il grande vecchio sta vivendo una nuova primavera. Nei primi tre mesi del 2012,
il Barolo messo in bottiglia (e quindi quello che si pensa di vendere) è cresciuto del 14% rispetto al medesimo trimestre 2011, quando già la performance fu ampiamente positiva sul 2010.
E da gennaio a marzo, è già stato imbottigliato il 36% della nuova annata 2008, pari a oltre quattro milioni di bottiglie. Insomma, il “re” ha dato una lucidata alla sua corona, in netta controtendenza rispetto alla crisi generale. Il direttore del Consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, Andrea Ferrero, conferma i dati da San Paolo, dove si è appena concluso l’Expo Vinis Brasil. “Dopo un brillante 2011, il trend positivo si sta confermando nel 2012. Anche in Brasile tutti vogliono vini rossi di qualità e il Barolo è tra i più richiesti. Neppure l’ipotesi di raddoppiare i dazi qui sta frenando la domanda”. Merito dell’export, mentre il mercato interno continua a essere stagnante. Ma merito anche di una rinnovata (o nuova?) capacità di fare squadra tra produttori che finora hanno agito in perfetta solitudine, sia quando si gioca in casa, sia all’estero. Così, mentre Alba fino a martedì offre un’edizione della kermesse Vinum che punta tutto sulla qualità, oggi a Barolo va in scena l’Asta del Barolo. Dopo un prologo giovedì da Zachys a New York, dove i 40 lotti del rosso di Langa sono stati battuti in meno di mezz’ora, realizzando oltre 30 mila dollari, stamane saranno 22 i lotti messi a disposizione dai 14 barolisti che si sono riuniti nell’Accademia del Barolo.
Una squadra di “All Star” in grado di “evitare il rischio sempre in agguato che il Barolo sia messo ai margini del palcoscenico mondiale dei grandi vini”, come dice Gianni Gagliardo di La Morra, il primo ad aver creduto in questo progetto. “Siamo in netta ripresa, ma ci sono le condizioni per pretendere uno spazio maggiore ai livelli più alti”. Oggi, spiega Gagliardo, “ci sono tre fasce di
mercato: al top escono Baroli che i consumatori trovano oltre i 60 euro a bottiglia. Nella fascia media”. si comprano etichette a 30-40 euro, spesso con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo”.
Infine, c’è il mercato base: “Purtroppo, buona parte delle vendite è ancora concentrata in quest’ultima fascia, dominata dai grandi distributori internazionali. E auspicabile che questo spazio si riduca, perché il prodotto se lo merita». Come fare? “Puntando sulla qualità e su un nuovo modo di comunicare al mondo l’immagine del Barolo”, dicono i produttori dell’Accademia. “Basta dire che è il vino delle grandi occasioni, da stappare nei compleanni importanti. Il Barolo deve scendere dagli scaffali alti e arrivare più facilmente a tavola, per sedurre con la sua eleganza”. Vedremo oggi cosa ne pensano i “wine-lover” che alzeranno la paletta per portarsi a casa con qualche migliaio di euro un doppio magnum da tre litri cli Ornato 2003 Pio Cesare o sei bottiglie di Bussia 1999 Prunotto. “Il bello di questi eventi - dice Cesare Benvenuto di Pio Cesare, vicepresidente del Consorzio del Barolo - è che aiutano a creare interesse in un momento in cui tutti si muovono con cautela. I dati sono positivi, ma solo a fine estate sapremo dire realmente se la nostra crescita è solida o se è servita soprattutto a qualcuno per far fuori le riserve”. E se il prossimo appuntamento è a Hong Kong, quando a fine maggio si aprirà la fiera Vinexpo Asia, il gotha si riunirà ad Alba dal 13 al 18maggio per “Nebbiolo Prima”, l’evento organizzato dall’associazione Albeisa per presentare in anteprima le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero. Una manifestazione per addetti ai lavori, che quest’anno si fa un po’ più “open”: per la prima volta anche gli eno-appassionati avranno la possibilità di conoscere i vini di Langa e Roero, nelle antiche cantine di quello che fu il celebre marchio Luigi Calissano.

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