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La Stampa

Pac nel mirino dei tagli europei. Meno 4,5 miliardi all’Italia ... Le produzioni più colpite sono vino, frutta e verdura. Ciolos: indietro di 30 anni ... Dacian Ciolos ha risposto a caldo con tre tweet rabbiosi. “Nel documento Van Rompuy, i più colpiti saranno gli agricoltori che hanno già meno”. Poi: “Il pacchetto Van Rompuy riporta indietro di trent’anni la Pac”. Quindi: “Il Pacchetto Van Rompuy va contro gli sforzi per rendere la Pac più giusta, verde ed efficace”. Era mercoledì sera e il commissario europeo per l’Agricoltura aveva appena finito di fare i calcoli sugli effetti della bozza negoziale per il bilancio Ue 2014-2020, intavolata dal presidente del Consiglio Ue in vista del vertice dei leader europei che, giovedì e venerdì prossimo, si riunirà per decidere sul piano pluriennale di spesa. Sarà una battaglia durissima. Alla quale è legato anche il futuro della politica verde dell’Unione europea. I numeri hanno già una fisionomia precisa. Secondo l’esecutivo comunitario, la proposta Van Rompuy aggiunge 25 miliardi di tagli al 12 per cento già previsto nel primo testo definito dalla Commissione per il settennato in esame. Dal primo pilastro della Pac, ovvero dagli aiuti diretti, sottrae 13,2 miliardi in termini reali, cioè il 4,88 per cento. Oltre a questo, stabilisce che la Riserva di crisi (che scende da 3,5 a 2,8 miliardi) sarà finanziata dal primo pilastro, il che porta la decurtazione delle disponibilità per gli interventi diretti a 16 miliardi (-5,92 per cento). Secondo Ciolos, ciò comporterà una diminuzione delle risorse per vino, frutta e verdura, e per le regioni periferiche. La Commissione ritiene anche che il capping volontario per gli aiuti finirà per non essere applicato. Al secondo pilastro, vale a dire i programmi cofinanziati per lo sviluppo rurale, la Commissione Ue aveva già chiesto un sacrificio superiore al 10 per cento della spesa in termini reali. Adesso lo schema Van Rompuy pretende altri 8,3 miliardi, che in percentuale media fa il 9,3: certi stati potrebbero perdere un quinto delle risorse. Con l’intenzione di compensare e dare maggiori margini di equilibrio, il compromesso del Consiglio propone una flessibilità nei due sensi fra primo e secondo pilastro. Secondo la Commissione “questo mina la proposta sulla convergenza e la più equa distribuzione del fondi Pac, col rischio di devastare la spesa futura in Ricerca e Innovazione”. Come? Gli stati con meno soldi in cassa sposteranno i denari dallo sviluppo rurale agli aiuti diretti per risparmiare sul loro contributo di cofinanziamento.
Secondo i primi calcoli, la strategia di Van Rompuy toglie all’Italia 4,5 miliardi di fondi per l’economia verde. Nella riunione tecnica svoltasi giovedì mattina, i nostri negoziatori bruxellesi hanno definito i tagli eccessivi e mal distribuiti. Secondo Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del parlamento europeo (Pd), il problema va oltre le cifre. “Il bilancio proposto della Commissione era stato fatto per calzare la riforma della politica comune - ha spiegato -. Venendo a mancare i fondi, crolla l’intero impianto della riforma Ciolos”.
Avremo un negoziato impervio. Anche perché i tagli colpiscono molti. I francesi sono furibondi, sul primo pilastro perdono il 6,8 per cento. Anche I polacchi vanno in rosso, però al momento non scoprono troppo le carte. Come gli spagnoli, sotto di 4,3 del 5,2 per cento. Tutte le fonti convergono nel prevedere un summit acceso, giovedì prossimo. C’è il fronte rigorista ed euroscettico che vorrebbe tagliare ancora. Ci sono gli altri che ritengono importante fare cassa comune per lo sviluppo. Compromesso assai difficile, certo non breve. Con buon probabilità che tutta venga rinviato a febbraio, sperando che - nel frattempo - gli animi si calmino e il fronte dei ragionevoli si faccia più affollato.

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