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La Stampa

I menu delle feste ... Il coraggio cli stappare le bottiglie importanti ... Il giorno giusto per celebrare ma senza eccessi ... Nel Natale dei tagli annunciati tra le spese in crescita ci sono quelle per il vino, che segneranno un +3,5%. I più getto- nati saranno come sempre gli spumanti perché senza bollicine la festa non è festa. Allegre e frizzanti, eleganti e maliziose, contagiano l’atmosfera con la loro vivacità ed effervescenza. Prima seducono gli occhi con il loro perlage fine, poi stuzzicano il naso con i loro profumi suadenti e infine conquistano il palato avvolgendo in un’atmosfera spensierata e vellutata. Dal tappo che salta in poi sono simbolo di festa con le etichette italiane in continua crescita e le francesi che arretrano ma continuano a dare un senso speciale alla festa e al flùte che tintinna. Natale e Capodanno sono momenti perfetti per fare una gita in cantina e aprire una bottiglia speciale. Mai come quest’anno i produttori sono concordi nel dire che le bottiglie vanno bevute. Primo perché non tutte le cantine delle nostre case sono perfette per la conservazione, secondo perché in un anno difficile come quello che il Paese ha vissuto è giusto farsi un regalo. Togliere una buona bottiglia dallo scaffale della cantina, liberarla dalla polvere e stapparla come un rito, insieme a tutta la famiglia, è un modo per rendere ancora più speciali i giorni delle feste.
Sulla tavola il vino non è una semplice bevanda, non serve per spegnere la sete e non si esalta nell’eccesso di consumo ma completa la festa come i grandi piatti che escono dalla cucina di mamme, nonne, mogli e suocere. Già perché l’italiano continua a godersi molto di più il pranzo o il cenone organizzato tra mura amiche piuttosto che al ristorante. Per quanto riguarda i consigli per chi sceglie l’enoteca. Nei giorni delle feste di fine anno meglio acquistare soprattutto vini più giovani e facili facendo attenzione a non eccedere con i gradi alcolici e limitarsi a una grande bottiglia da accompagnare al piatto principale. Per celebrare i grandi rossi italiani sono sempre straordinari il barolo, il barbaresco, l’amarone e il brunello li conoscono tutti ma non dimentichiamo neppure il “Montefalco”, il “Primitivo di Manduria” e il “Nero d’Avola”. E se proprio vogliamo guardare all’estero puntate sulla Borgogna, Come i grandi italiani non delude mai.

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