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La Stampa

Sorpresa spumante Si beve più all’estero che nella case italiane ... Esportate oltre 240 milioni di bottiglie Londra e Parigi trascinano il “boom” ... Alle fine del 2012 le bottiglie di spumante esportate saranno 240 milioni, un numero superiore a quelle consumate in Italia. I numeri (nel 2102 sono state prodotte poco meno di 400 milioni di bottiglie) raccontano di un’invasione di bollicine tricolore che sembra inarrestabile +91% in Francia, più 35 in Canada, più 33 in Gran Bretagna, e più 31 in Giappone. Numeri che raccontano e rafforzano le stime di un export vitivinicolo da record: di 4,6-4,7 miliardi di euro in valore e 21-21,5 milioni di ettolitri in volume; secondo le stime elaborate da WineNews. Coldiretti mette in evidenza come il Regno Unito sia diventato il terzo importatore di spumante dopo Stati Uniti e Germania. Tra i nuovi mercati vengono giudicati molto interessanti il Canada e il Giappone. La crescita dello spumante italiano è accompagnata dalla leadership incontrastata in Italia, dove il brindisi Made in Italy viene scelto in nove casi su dieci. Con il brindisi di Capodanno si calcola che il numero complessivo di bottiglie di spumante consumate possa salire a ottanta milioni per una spesa di circa 600 milioni. Secondo la Cia (Confederazione italiana degli agricoltori), la maggior parte delle famiglie ha speso una cifra media per ogni bottiglia compresa tra i 5 e i 10euro. Secondo l’indagine Coldiretti /Swg l’87 per cento gli italiani non ha rinunciato alle feste di fine anno mentre appena il 13 per cento ha preferito lo champagne.
La performance positiva dello spumante nel Regno Unito potrebbe riequilibrare l’export complessivo del settore vitivinicolo in quello Stato, l’unico con segno negativo (meno 2,1%) nei primi nove mesi del 2012. Stati Uniti e Germania confermano invece il trend positivo e secondo WineNews buone notizie potrebbero arrivare anche dalla Cina dove sono stati investiti oltre 80 milioni di fondi di promozione Ocm tra Pechino e Hong Kong. I numeri delle esportazioni, inoltre, compensano almeno in parte il calo dei consumi interni che hanno visto una diminuzione pro-capite di 35 litri. Il 2012 si conclude in modo positivo per il settore anche per quanto riguarda le nuove normative, come spiega il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania: “Rientrerà nella riforma della Politica agricola comune (Pac) anche la futura regolamentazione dei vigneti in Europa”. La decisione, spiega ancora Catania, è arrivata dopo il no alla liberalizzazione emerso dalla conclusione del Gruppo ad alto livello. E aggiunge: “Bisogna vedere se la transizione verso il nuovo sistema si farà nel 2015 o nel 2018”. L’unico cambiamento importante è il fatto che nel nuovo sistema “i viticoltori riceverebbero dall’amministrazione l’autorizzazione a effettuare nuovi impianti di vigneti, non più un bene cedibile come ora”.

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