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La Stampa

Vino in Fiera, l’unione fa l’export ... Oggi ProwVein, poi Vinitaly: Italia nazione più rappresentata a Düsseldorf ... Düsseldorf, Verona, Bordeaux. E’ questo l’itinerario di chi ha la valigia sempre in mano e il bagagliaio pieno di bottiglie. Se cercate un produttore italiano di vino, da oggi a martedì avrete molte più probabilità di incontrarlo nella città tedesca che con la Prowein dà il via alla stagione delle grandi fiere, piuttosto che nella sua cantina. Una settimana di pausa per festeggiare la Pasqua in famiglia e per fare rifornimento di etichette, e poi via di corsa a Verona, dove dal 7 al 10 aprile andrà in scena il secondo Vinitaly con calendario rivoluzionato, dalla domenica al mercoledì. Altro break un po’ più lungo (così, magari, si può infilare una trasferta a New York o una cena a Hong Kong), poi tutti ad affilare le bottiglie in vista di Vinexpo, la grande fiera biennale che calamiterà il mondo enologico a Bordeaux dal 16 al 20 giugno. Tre eventi dove è quasi d’obbligo essere presenti, per tastare il polso ai mercati internazionali e valutare le prospettive di crescita, con la speranza di veder confermato il buon andamento del settore negli ultimi mesi, pur in un contesto di luci e ombre. Secondo i dati Istat elaborati da i numeri del Vino, infatti, l’Italia ha chiuso il 2012 incrementando il valore dell’export del 6,6% e arrivando a quota 4,6 miliardi di euro. Numeri che pongono il nostro Paese saldamente al secondo posto dietro la Francia, anche se la crescita è stata decisamente inferiore rispetto a quella dei principali concorrenti. In termini di volume, l’anno scorso sono stati esportati 21,2 milioni di ettolitri di vino, contro i 23,4 milioni del 2011: 12,8 milioni rappresentano l’imbottigliato, 6,5 milioni lo sfuso e 1,9 milioni gli spumanti. Nonostante si faccia un gran parlare di Cina, Russia, Brasile e Paesi emergenti, i principali mercati per le nostre bottiglie sono (e saranno ancora per molti anni) gli Stati Uniti e la Germania. Ai tedeschi, in particolare, riusciamo a vendere qualcosa come 950 milioni di euro di vino, occupando la fetta più grande con circa il 36%. Ecco allora spiegato il motivo per cui quest’anno l’Italia sarà la nazione più rappresentata alla Prowein, con oltre mille espositori tra singole cantine, consorzi e associazioni. Piemonte, Toscana, Veneto e Sicilia sono le regioni in prima fila: c’è chi ha scelto di muoversi in squadra, come gli 85 espositori piemontesi (il doppio rispetto al 2012) coordinati dal Ceipiemonte e dal superconsorzio Piemonte Land of Perfection. Meglio ancora hanno fatto i toscani, che si presentano a Düsseldorf lanciando per la prima volta all’estero il nuovo marchio collettivo regionale “Tuscany Taste”, con uno stand di oltre 600 metri quadrati che darà visibilità a blasonate Docg come Brunello, Chianti classico e Nobile di Montepulciano. Anche il Consorzio tutela vini Valpolicella sarà presente per la prima volta alla Prowein con un proprio stand, forte del recente riconoscimento dell’erga omnes. Ma sono tantissime anche le cantine che hanno deciso di investire autonomamente in questa fiera, che ogni anno cresce nella considerazione dei produttori per la sua capacità di favorire il business in tutto il Nord ed Est Europa. È il caso dell’azienda Damilano di Barolo, che oggi debutta a Düsseldorf con un stand di 60 mq. “La Germania per l’Europa equivale agli Stati Uniti per l’America - dice Paolo Damilano -. Per noi incide del 20% sul fatturato, ma siamo convinti di poter crescere molto. Per questo abbiamo deciso di presentarci al meglio".

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