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La Stampa

Vendemmia 2.0 Il rito più antico si celebra sul web... Webcam tra le vigne e aggiornamenti via twitter... Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Non c’era nulla di spirituale in quest’evento da giustificare il suo nullaosta. Il parroco non era un indovino, ma l’unico del paese a possedere un termometro a massima e minima, in grado di conoscere la temperatura del giorno e della notte. In un gabbiotto meteorologico rudimentale aveva anche un barometro e un anemometro arrugginito, strumenti che lo informa- vano sulla situazione del clima, del vento e della pressione atmosferica. Annunciava con le campane la raccolta dell’uva e all’ingresso della chiesa, insieme con l’orario delle messe, fissava la data della vendemmia. Altri tempi. Oggi la tecnologia ha spodestato i parroci del loro potere taumaturgico sulla raccolta e ognuno fa per conto suo: si attendono i risultati delle analisi in laboratorio, si valutano la gradazione zuccherina dell’uva e il livello di maturazione e poi si sbircia cosa fa il vicino. Ma non c’è solo la tecnica ad aver modificato un rito che è rimasto uguale a se stesso e continua a esercitare un fascino immutato nei secoli. Anche il web e i social network sono ormai entrati nei vigneti e hanno aperto nuove strade per raccontare la stagione della raccolta appena avviata tra speranze, fatiche e sguardi fiduciosi al cielo. E la vendemmia 2.0, fatta di blog e webcam posizionate tra i filari, aggiornamenti via twitter e dirette streaming per consentire - o almeno illudere - anche a chi sta a Los Angeles di vivere l’emozione di staccare un grappolo. In Sicilia, un colosso fortemente orientato ai new media come Planeta quest’anno ha lanciato vederevendemmia.com, un sito blog in cui giorno dopo giorno un’immagine compone un diario verde battezzato “Buongiorno Vendemmia”. “E una sorta di giornale in cui una foto e una didascalia parlano della vita durante la vendemmia, del vigneto in cui si lavora in quel giorno, di quale uva è pronta e quale finirà nella vasca, oppure che racconta semplicemente che oggi è un giorno di riposo” spiega Alessio Planeta. Gli autori della foto hanno diverse sensibilità: enologi, fotografi professionisti, turisti, appassionati amanti della green life. Anche i temi sono i più vari: non solo uva, ma tutta la vita che c’è attorno alla vite. “In linea con la nostra filosofia, vederevendemmia.com è ampiamente condiviso e linkato con i social in cui siamo attivi, a partire dai 36mila fans che ci seguono su Facebook”. Da Sud a Nord, l’associazione “Made in Piedmont” ha attivato un servizio di monitoraggio delle vigne delle Langhe, del Roero e del Monferrato visibili in tempo reale 24 ore al giorno, tutto l’anno, da qualsiasi posto nel mondo cliccando su www.madeinpiedmont.eu. “Si tratta di sei webcam puntate su panorami particolarmente interessanti, dai quali si possono osservare ampie aree vitate e seguire l’andamento stagionale con i suoi colori e le sue bellezze” dice il presidente Gianni Gagliardo. Sempre in Langa, a Barolo, nel multimediale Wine Museum ideato da Franois Confino c’è una stanza con una finestrella che si affaccia su un cru di nebbiolo e una macchina fotografica che scatta ogni giorno un’immagine per raccontare tutto l’anno la storia della vite e dell’uva. Ancora in Sicilia Donnafugata, dopo aver sperimentato una innovativa Social Wine Experience proponendo la diretta streaming del taglio dei primi grappoli, quest’anno invita i visitatori a diventare fotoreporter della sua celebre vendemmia notturna condividendo gli scatti su Instagram con l’hashtag #Donnafugatatime. “Il rito della vendemmia è un momento “sacro” e sostanzialmente la raccolta dei grappoli si è sempre fatta nello stesso modo, dai tempi più antichi, e così sarà anche in futuro - commenta Alessandro Regoli, direttore di WineNews
, uno dei siti più seguiti sul vino italiano -. E cambiato, ovviamente, il modo di raccontarlo, e ben vengano anche esperienze innovative come quelle che, negli ultimi anni, si sono sviluppate grazie a Internet”. Ma non ci sono solo proposte virtuali. “Penso alla cantina Argiolas, che propone pacchetti turistici, in Sardegna, per sperimentare in prima persona le emozioni della vendemmia”.

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