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La Stampa

Le bollicine volano oltre la crisi ... “A Natale il 95% festeggerà con brindisi italiani” In forte crescita il mercato estero ... Ci sono i numeri dell’export, tutti con il segno positivo, ma la controprova del ruolo sempre più importante degli spumanti italiani sul fatturato del settore è il fatto che nel corso dell’operazione Natale sicuro voluta dal ministero delle Politiche Agricole in collaborazione con il nucleo antifrode dei carabinieri sono stati sequestrati oltre 7 mila tonnellate di prodotto destinato a vini spumanti, risultate privi della documentazione di tracciabilità e non conformi ai disciplinari. L’attività di controllo nel settore dei vini è stata orientata anche alla tutela del made in Italy, individuando sul web la commercializzazione all’estero di 24 vini Dop/ Igp risultati contraffatti, per i quali è stata attivata anche la rete Interpol. Del resto le bollicine tirano anche in Italia, nonostante la crisi: «E’ prevista una diminuzione del 2% dei brindisi natalizi - spiega in una nota la Cia, Confederazione degli Agricoltori - ma il 95% festeggerà con bottiglie italiane». Ma sono i mercati stranieri a regalare le performance migliori. Lo certifica l’Ismea, analizzando i dati Istat: nei primi 9 mesi del 2013 gli spumanti tricolore mettono a segno +8% in volume con 1,3 milioni di ettolitri e +16% in valore. Il Prosecco mette a segno +27% in volume e +28% in valore con punte record nel Regno Unito (+70% in volume e +67% in valore) e negli Usa (+32% e +33%), mentre frena l’export verso il mercato tedesco (-22% e -6%). Per l’Asti spumante, che da solo rappresenta il 21% dell’export di bollicine made in Italy, si registra un lieve calo in quantità (- 1%) a fronte di introiti cresciuti dell’8%. In aumento, invece, le venditè in Russia dove l’Asti hanno raggiunto 35 mila ettolitri al secondo posto dietro la Germania e prima degli Usa. Bene le vendite in Francia e Regno Unito, paesi entrambi in cui l’export ha fatto segnare incrementi a due cifre. I ricercatori dell’osservatorio Wine Monitor di Nomisma mette in evidenza come sugli otto principali mercati italiani (Usa, Germania, Regno Unito, Canada, Svizzera, Giappone, Russia e Cina) si registra aumento delle vendite di spumanti italiani pari al 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tutto questo a fronte di una riduzione degli acquisti di spumanti francesi (in particolare Champagne) che, ad esclusione del Canada dove si registra un leggero segno positivo (+0,3%), subiscono perdite significative praticamente in tutti gli altri mercati (si va dal -2% della Svizzera al -14% del Giappone, passando per un -9% nel Regno Unito). Un dato che sembra confermare l’analisi di Coldiretti che mette in luce come «la scelta di un menu italiano per i pranzi ed i cenoni delle feste, ma anche quella del regalo enogastronomico veramente Made in Italy da mettere sotto l’albero, salva circa trentamila posti di lavoro». Ecco perché il presidente Roberto Moncalvo chiede con forza l’applicazione della legge sulla trasparenza in etichetta».

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