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La Stampa

Metti il “cru” sull’etichetta di Barolo e Barbaresco ... Buon anno con il Barolo 2010 e il Barbaresco 2011. Con il giro di calendario, ecco che il 2014 insieme a speranze, buoni propositi e timori per la crisi non ancora del tutto superata, porterà con sé oltre 16 milioni di bottiglie dei due nebbioli più pregiati, che cercheranno di conquistarsi un posto nel grande mercato del vino italiano e internazionale. Dal primo gennaio, faranno ufficialmente il loro debutto le nuove annate di Barolo e Barbaresco, dopo aver compiuto rispettivamente tre e due anni di invecchiamento. Saranno poi i produttori a stabilire ognuno la propria strategia di vendita, tra attese per un migliore affinamento e volontà di anticipare l’offerta. Per entrambi i vini, si tratta di annate eccellenti, longeve e di grandi promesse. Per il Barolo, poi, sarà anche un’annata ricca di novità. “Prima di tutto - spiega il presidente del Consorzio di tutela, Pietro Ratti - il Barolo supererà quota 12 milioni di bottiglie, grazie agli ultimi vigneti entrati in produzione prima del blocco degli impianti stabilito nel 2012”. Per l’esattezza, le bottiglie saranno 12,1 milioni (nel 2009 erano state 11,8), a cui si aggiungono i 4,2 milioni del Barbaresco. “Una bella sfida, soprattutto da affrontare sui mercati internazionali, dove già arriva oltre il 70% dei nostri vini e dove siamo sempre più apprezzati” dice Ratti. L’albese Pio Boffa, che con la sua cantina Pio Cesare è uno dei marchi più presenti oltre confine, è più cauto: “La mia sensazione che il Barolo e il Barbaresco abbiano ancora bisogno di molte cure e di molto tempo per consolidare la loro posizione. C’è senza dubbio una grande percezione dei nostri vini, ma i consumi reali devono ancora crescere. E soprattutto nei mercati emergenti, i consumatori sembrano un po’ intimonti: per questo occorre far scendere il Barolo dal piedistallo e portarlo sulle tavole dei ristoranti senza troppi individualismi”. L’altra novità per il Barolo 2010 è l’ingresso ufficiale in etichetta delle menzioni geografiche aggiuntive, ovvero dei “cru” storici che dovrebbero indicare le posizioni di maggior pregio. “Anche se di fatto i nomi più noti sono già ampiamente conosciuti dai consumatori, l’ingresso ufficiale delle menzioni sarà un elemento di novità su cui potremo puntare per: promuovere i nostri vini all’estero” dicono dal Consorzio. Intanto, il 2013 si chiude registrando una buona performance di vendite: “L’imbottigliamento è stabile e ciò vuoi dire che si imbottiglia tutta l’annata a disposizione, senza problemi di giacenze. Inoltre, il valore è in leggera crescita, come dimostrano anche i prezzi dello sfuso”.

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