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Allegrini 2018

La Stampa

Fenomeno Amarone ... Un rosso dai nuovi record ma che vuole restare piccolo ... Tredici milioni e mezzo di bottiglie, l’80% delle quali finisce sui mercati esteri, dal Nord Europa a Germania, Usa e Canada. Sono i numeri dell’Amarone, vino-fenomeno della Valpolicella che negli ultimi anni si è bevuto lo spread e ha conquistato le tavole degli appassionati, incurante di crisi e recessione. Un fenomeno che ieri a Verona è stato analizzato durante l’anteprima della nuova annata 2010. Anche gli enoappassionati oggi potranno scoprire ogni sfaccettatura di questo originale rosso, grazie a una degustazione nel Palazzo della Gran Guardia con sessanta produttori. Molte le novità in arrivo con la nuova annata, a partire dalla fascetta sulla bottiglia che mette in risalto la Docg ottenuta dopo un lungo iter. Altra sfida è il nuovo marchio del Consorzio della Valpolicella: già registrato a Bruxelles, godrà di piena protezione in tutti i 28 Paesi dell’Unione e metterà la firma su un territorio che complessivamente produce 60 milioni di bottiglie, pari a un controvalore di 350 milioni di euro. Meno nuova, ma sempre profonda, è invece la spaccatura che continua a contrapporre il Consorzio e le dodici cantine riunite nelle Famiglie dell’Amarone - nomi importanti come Allegrini, Masi, Tommasi, Zenato - molto critiche con la politica di gestione del territorio. In particolare, le Famiglie contestano la volontà di modificare il disciplinare dell’Amarone, aprendo all’ampliamento della zona di produzione anche in terreni di pianura odi fondovalle.

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