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La Stampa

I grandi vini riuniti sul peso dell’etichetta ... Quanti sanno che il Sassicaia nasce a Bolgheri? E per rendere un buon vino riconosciuto a livello mondiale, conta più il brand o la denominazione d’origine? Partendo da domande come queste l’edizione 2014 del Boroli Wine Forum, venerdì dalle 15 alla Locanda del Pilone di Alba, ha deciso di affrontare il tema: “Il valore del marchio. Un asset per l’internazi-onalizzazione”. E per farlo, la famiglia Boroli ha invitato in Langa i rappresentanti di alcune tra le più rinomate griffe dell’enologia da Francia, Spagna e Italia. A confronto i francesi Pierre Godé, vicepresidente del Louis Vuitton Molit Hennessy, e Pierre Lurton di Chàteau d’Yquem e Chàteau Cheval Blanc, mitiche cantine dalla zona di Bordeaux. Ci saranno lo spagnolo Manuel Louzada, direttore di Numanthia, e i toscani Giovanni Geddes da Filicaja, ceo di Masseto, e Carlo Paoli, direttore generale della Tenuta San Guido, dove si produce il Sassicaia. E i barolisti Roberto Conterno, autore del Monfortino, e Luca Currado della “Vietti”. “L’idea del Boroli Wine Forum - dice Achille Boroli - è mettere in campo le esperienze di alcuni dei più importanti produttori nazionali ed esteri, presenti ad Alba per spiegare come la marca possa rappresentare una leva per la comunicazione di un territorio e di una storia produttiva, in un mercato sempre più competitivo come quello vinicolo”.

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