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La Stampa

Lo spumante batte ogni record sui mercati esteri ... L’altra faccia della medaglia della contraffazione mette in luce una realtà positiva: i taroccatori si concentrano sui prodotti italiani che hanno più successo sul mercato internazionale. La comparsa in Europa di bottiglie con marchi evocativi del nostro prosecco - Kressecco e Meer-Secco prodotte in Germania - dunque è sicuramente un danno per il made in Italy ma i pirati dell’agroalimentare certificano anche il successo delle esportazioni dello spumante tricolore: quasi 300 milioni di bottiglie .con un aumento del 22 per cento rispetto all’anno scorso. La Coldiretti parla di un record storico: “Nel mondo - sostiene l’organizzazione guidata da Roberto Moncalvo - si beve più spumante italiano (tra metodo Charmat e Classico) che champagne che ha fatto registrare un aumento delle esportazioni molto più basso, in crescita del 6 per cento, nei primi otto mesi del 2014”. La performance dell’export registrata quest’anno (Coldiretti ha elaborato i dati Istat in quantità relativi ai primi 8 mesi del 2014) è la conseguenza di un trend di crescita iniziato a cavallo del 2007/2008: la crisi ha di fatto raddoppiato le bottiglie di spumante italiano esportate all’estero rafforzando la presenza in paesi tradizionali ma anche con la conquista di nuovi mercati come la Russia e la Cina. E proprio i nuovi ricchi di Pechino e Shangai fanno triplicare le esportazioni su quel mercato dove l’incremento rispetto all’anno scorso è del 195 per cento. Sul mercato europeo c’è da registrare il successo delle vendite nel Regno Unito che con un incremento in quantità del cinquanta per cento scavalca gli Stati Uniti (+ 21 per cento) diventando il primo mercato di riferimento per le bollicine tricolori. La Germania scende al terzo posto con le importazioni dall’Italia che restano sostanzialmente stabili.
Secondo Moncalvo “la decisa svolta verso la qualità ha messo in moto un percorso virtuoso in grado di conciliare ambiente e territorio con crescita economica e occupazionale che ha fatto diventare il vino e gli spumanti la prima voce dell’export agroalimentare nazionale”. Kressecco e Meer-Secco dimostrano però che “la lotta alle imitazioni presenti sul mercati internazionale può contribuire a raggiungere l’obiettivo di portare le esportazioni di agroalimentare Made in Italy dagli attuali 34 miliardi ai cinquanta posti come obiettivo dal premier Matteo Renzi”. Le esportazioni del settore dei vini e degli spumanti permetteranno di realizzare quest’anno un fatturato record di oltre 5 miliardi. Ma il 2014 si porta dietro anche alcuni risvolti preoccupanti come il crollo della produzione vinicola nazionale. I danni del maltempo, infatti, hanno comportato un taglio del 15% dei raccolti: la vendemmia 2014 è la più scarsa dal 1950 con 41 milioni di ettolitri.

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