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La Stampa

Il calo dell’euro e il crollo dello sfuso trascinano il valore del vino italiano ... L’aumento del valore del vino italiano del 6,8% è uno dei dati più interessanti dell’annuale analisi diffusa da Rabobank sul mondo del vino. L’appuntamento con il rapporto della banca olandese - anticipato in Italia dal sito WineNews
- è uno dei più attesi perché offre uno sguardo globale sugli enomercati.
Il 2015 dell’Italia si profila come un’annata storica, e non stiamo parlando solo di qualità. Infatti si registrerà un aumento del 6,5% del valore, spesso uno dei punti deboli del nostro vino rispetto ai francesi. La buona notizia è probabilmente figlia del calo dell’euro e del crollo dello sfuso che nei primi mesi ha registrato un -13,3%, ed è stata propiziata dai risultati degli spumanti, con quel +20,6% che per la prima volta è stato caratterizzato dalla crescita dei prezzi. Insomma un vino italiano che prende più coraggio e più fiducia nei suoi mezzi anche fuori delle regioni leader Piemonte e Toscana. Il mercato sempre più attento a bere bene è molto favorevole alla crescita di valore e registrato dati positivi anche la Francia e la Spagna e soprattutto gli Stati Uniti che, grazie alle performance di California e Oregon, hanno conquistato quote di mercato in Gran Bretagna, Cina e anche in Germania. E sulla scia del momento favorevole si inseriscono anche Australia e nuova Zelanda, entrambe in grande crescita sul mercato cinese. Tra i Paesi produttori e per tradizione protagonisti del mercato solo da Cile e Argentina arrivano segnali di non-crescita. Si vende più vino e lo si vende meglio e tra i canali che si stanno conquistando spazio arriva - finalmente - anche il web. Sulla rete sono arrivati e crescono con le loro enoteche virtuali big come Amazon e Alibaba e anche a loro si deve una crescita delle vendite online pari all’11%, quasi il triplo dell’aumento sui canali tradizionali. Secondo l’analisi di Rabobank la rete ha aumentato l’appeal del vino tra i giovani con la fascia tra i 18 e i 36 anni che guida
nuovi consumatori cinesi.
Su tutti i mercati l’Italia ha un ruolo da protagonista, merito delle etichette più prestigio- se che hanno la capacità di affascinare. Il 2015 sembra l’anno del barolo con l’attenzione del mondo che punta sempre di più ai cru e in particolare a Cannubi al centro di un interesse che lo mette sullo stesso piano dei grandi cru internazionali.

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