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La Stampa

Langhe, i produttori di vino contestano i vincoli Unesco … “Impossibile lavorare”. Il sindaco di La Morra: “Tutela per le colline”… Potremmo definirla l’altra faccia della medaglia Unesco. Dopo aver speso tante parole sui benefici economici e turistici portati dal riconoscimento delle colline di Langhe - Roero e Monferrato a patrimonio dell’umanità, ora i produttori di vino alzano gli scudi contro i vincoli a tutela dell’ambiente considerati troppo stringenti per le loro aziende agricole. La querelle è nata all’indomani della presentazione della proposta di variante del primo Piano regolatore tarato sulle linee guida dei paesaggi Unesco, con capofila il Comune di La Morra. Essendo un progetto pilota, rischia di avere ricadute su tutte le aree tutelate, dalle Langhe all’Astigiano e al Monferrato. I punti critici - Un pezzo da novanta del mondo del Barolo come Roberto Voerzio non usa mezzi termini: “Se passa questa variante, rischiano di trasformare un successo come quello dell’Unesco in un inferno”. E spiega: “È come se facessero una foto ai vigneti e alle nostre aziende e ci dicessero: “Tra 20 anni, deve essere tutto uguale”. Una cosa folle, che non consente nessuna modifica e nessun ampliamento, se non quelli stabiliti da un urbanista che non ha la più pallida idea di cosa voglia dire fare vino”. Alberto Cordero di Montezemolo, altro nome di spicco trai produttori lamorresi, concorda: “Se abbiamo ottenuto il riconoscimento Unesco vorrà pur dire che in tanti anni abbiamo lavorato bene. Noi per primi abbiamo a cuore la tutela del paesaggio, ma così si ingessa tutto impedendo ogni forma di sviluppo”. Anche Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno espresso molte perplessità e i tecnici sono al lavoro in queste ore per presentare le osservazioni alla proposta che, al momento, è oggetto di un primo confronto con Regione e Provincia. I punti più contestati sono la volontà di equiparare le “aree vitate” e i “cru”, estendendo a tutti i vigneti i vincoli finora previsti solo per le sottozone di particolare pregio; la differenziazione tra aziende vitivinicole e aziende agricole, collocando l’attività delle prime in un contesto commerciale, con i conseguenti aggravi. Infine, il fatto che la proposta stabilisca le aree in cui non si può costruire e delimiti le zone in cui l’azienda può ampliarsi al massimo per il 50% dei volumi già esistenti. Oneri: molto più difficili da digerire rispetto agli onori dell’Unesco.
Alla ricerca di un accordo - “Comprendo i timori, in passato le varianti venivano approvate senza informazione - commenta il sindaco di La Morra, Marialuisa Ascheri -. Noi abbiamo voluto voltare pagina ed essere trasparenti, condividendo la proposta tecnica con i cittadini. Ci aspettavamo un clima più costruttivo, ma siamo pronti ad ascoltare: l’obiettivo è un Piano innovativo che tenga in considerazione le esigenze di tutti e la salvaguardia del territorio”. Ma non tutti i produttori sono contrari. Bruno Ceretto, altro nome celebre della zona, si schiera con il sindaco. “Da quando in Langa siamo diventati troppo ricchi - dice -, è diminuito il buon senso. L’amministrazione sta giustamente cercando di tutelare il futuro di queste colline, e per quel che ci riguarda siamo pronti a rispettare tutti i vincoli. In Borgogna lo fanno da secoli e non mi pare che sia andata così male”.

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