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La Stampa

Dalla Sicilia alle Langhe è già tempo di vendemmia … Uve mature e pronte per la pigiatura: “Ma la qualità non è a rischio” … Giorgio Rivetti, titolare di due marchi blasonati come Contratto e La Spinetta, ieri mattina era in vigna alle 5,30 per staccare i primi grappoli della vendemmia in Langa, dalle parti di Loazzolo. “Se andiamo avanti di questo passo, ci toccherà attrezzarci per la raccolta notturna, come fanno in Sicilia”, dice con un mezzo sorriso. Alle nove i trattori erano già diretti verso la cantina, per mettere al fresco il pinot noir base spumante. “E oggi faremo altrettanto. Ho 42 vendemmie sulle spalle, ma un anticipo cosi non l’avevo ancora mai visto”. Preoccupato? “Se guardiamo alla qualità delle uve, direi di no. I vigneti, nonostante tutto questo caldo, sono verdi e non hanno sofferto. Certo, però, che fa effetto iniziare a vendemmiare quando solo fino a pochi anni fa si andava al mare in vacanza”. Rodolfo Migliorini, altro celebre spumantista con la cantina Rocche dei Manzoni di Monforte, nel cuore dei grandi rossi di Langa, ha addirittura iniziato 1a scorsa settimana. A memoria di vignaiolo, mai nessuno sulle colline del Nebbiolo aveva cominciato a raccogliere le uve nel mese di luglio. Anche i disciplinari di produzione regionali sono rimasti sorpresi da questo anticipo. “La legge - spiega Migliorini - prevede che le fermentazioni per la vendemmia 2017 siano consentite dal primo agosto. Ma la qualità non ha un calendario fisso: quindi, visto che le uve per noi avevano già raggiunto il grado ottimale di maturazione, abbiamo deciso di raccoglierle e conservarle nelle celle frigorifere per un paio di giorni, prima di iniziare la pressatura”. Anche in Sicilia non hanno atteso l’arrivo di agosto. Le cantine Settesoli, cooperativa che conta 1700 soci produttori e 5500 ettari vitati, hanno iniziato a raccogliere il Pinot grigio il 26
luglio, seguite a ruota da Firriato e Donnafugata con lo Chardonnay. “Per ora lo stress idrico non
si è verificato - dicono - qualità e quantità sembrano regolari”. E dire che una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. Il prete, però, era l’unico in paese a possedere un termometro a massima e minima, in grado cioè di conoscere la temperatura del giorno e della notte. In un gabbiotto meteorologico rudimentale aveva anche un barometro e un anemometro arrugginito, strumenti che lo informavano sulla situazione del clima, del vento e della pressione atmosferica. Annunciava con le campane la raccolta dell’uva e all’ingresso della chiesa, insieme con l’orario delle messe, fissava la data della vendemmia. Altri tempi. Ma soprattutto, altre tempistiche. “Quasi 20 giorni di anticipo rispetto all’anno scorso per le uve base spumante”, conferma il presidente del Consorzio dell’Alta Langa, Giulio Bava. “La prossima settimana saranno in molti quelli che inizieranno a raccogliere 1e uve”. In Franciacorta, invece, si parte oggi: l’appuntamento è nell’azienda agricola Faccoli di Coccaglio. Nell’occasione verrà divulgata un’analisi di Coldiretti sugli effetti del clima impazzito, con 1e prime stime sull’andamento nazionale della produzione, sull’export e sull’impatto occupazionale ed economico. “Stiamo assistendo alla vendemmia più precoce degli ultimi 10 anni”, anticipano senza troppi giri di parole dall’organizzazione di categoria. “E non è detto che sia finita qui”.

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