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La Stampa

Una corsa tra le nuvole di Barbera e spumante … A Canelli la “colour run” a base di etichette doc... Immaginate una corsa di quelle di moda negli ultimi anni, una “colour run” piena di colori, festa e allegria. Al posto dei pigmenti in polvere spruzzati sui partecipanti, però, metteteci il vino e sostituite lo sparo a salve della partenza con uno stappo di bottiglia. Eccovi la Canelli Wine Run, evento tra lo sportivo e il goliardico, che, nella cittadina dell’Astigiano dove 150 anni fa nacque lo spumate italiano, ieri ha radunato un migliaio di persone di ogni età, arrivate anche dall’estero, pronte a provare l’ebbrezza (ma non alcolica) di correre nelle nuvole “vinose” nonostante il tempo incerto. Cinque chilometri da percorrere a qualsiasi andatura, anche spingendo un passeggino o mano nella mano, che si concludono con una festa a base di musica. Ma in questo angolo tra Langa e Monferrato, nel cuore dei paesaggi vitivinicoli che dal 2014 sono iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco, tutto è stato declinato in chiave “glocal”. Prima di tutto, la nuvola “vinosa”. In realtà, è bene chiarirlo, non è vino puro, ma soluzione annacquata, studiata ad hoc per evitare gli sprechi, che riproduce colori, profumi e sapori autentici di cinque vini del territorio. Ruchè di Castagnole Monferrato, Asti Spumante e Barbera d’Asti dei consorzi, metodo classico delle “Cattedrali sotterranee” e Moscato Canelli, uno ad ogni chilometro del percorso, con la partenza e l’arrivo a base di Aperitivo Ramazzotti, da tempo prodotto a Canelli. A irrorare la folla di “runner” vestiti con la maglietta ufficiale, decine di atomizzatori sulle spalle dei “wine spyer”, con “caplein” (cappello di paglia) in testa. E poi c’è il tracciato che passa, quasi a fare un inchino, sotto i palazzi delle case vinicole che hanno fatto la storia di Canelli dalla metà dell’Ottocento e che oggi mostrano ai turisti di tutto il mondo lo splendore delle loro “cattedrali sotterranee”, cantine scavate nel tufo delle colline del moscato per l’invecchiamento dello spumante. “Vogliamo proporre un modo originale di promuovere il territorio anche attraverso lo sport” spiega Marco Gabusi, sindaco di Canelli e primo promotore dell’iniziativa.

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