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La Stampa

Arrivano gli sgravi fiscali per l’enoturismo … Il primo rapporto Ismea: la multifunzionalità vale 11 miliardi... Così l’Italia rafforza la leadership europea nell’accoglienza, fattorie didattiche e agricoltura sociale... Nella legge di stabilità c’è un emendamento che apre una nuova frontiera nel mondo della multifunzionalità agricola. Il via libera del Senato, che sarà confermato dalla Camera, ha infatti sancito la nascita dell’enoturismo - invocata a gran voce dal movimento delle città del Vino - con sconti fiscali per le degustazioni. Tradotto vuol dire che si allargano le possibilità di creare reddito aggiuntivo per gli agricoltori e questo permettere di consolidare il primato italiano nell’Ue in tutte le attività secondarie e di supporto al lavoro diretto nei campi che fanno perno sull’agriturismo. Secondo Ismea, che per la prima volta ha realizzato uno studio di settore, questo comparto vale 11 miliardi contro i 6,5 della Francia e i 3,2 dei Paesi Bassi che occupano il secondo e il terzo posto del podio europeo. Questo comparto pesa il 22,3% del valore complessivo della produzione di beni e servizi della branca dell’agricoltura. Tra le attività secondarie emergono la produzione di energie rinnovabili e l’agriturismo, tra le attività di supporto il contoterzismo e la prima lavorazione dei prodotti. L’agriturismo. Le aziende agrituristiche in Italia sono 22.661 (+1,9% rispetto al 2015) con un saldo positivo aperture/chiusure di 423 aziende. Il fatturato ha raggiunto i 1250 milioni, in crescita del 5,2% sul 2015 grazie anche all’incremento degli ospiti che superano i 2,7 milioni. Un terzo dell’offerta nazionale è localizzata in Toscana e nella provincia di Bolzano, rispettivamente con 4.518 e 3.150 aziende autorizzate. Il settore, però, cresce anche nel mezzogiorno dove si registra l’aumento più consistente (+6,3%), rispetto al Centro (+ 1,8%) e al Nord (+0,3%). Circa la metà delle aziende agrituristiche si concentra nei comuni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Secondo in ricercatori di Ismea, Matteo Tagliapietra e Umberto Selmi “l’agriturismo ha costituito la base per il successivo sviluppo di tante ulteriori opportunità che hanno consentito al settore agricolo di spaziare verso la formazione, i servizi sociali e alla persona”. Le fattorie didattiche. L’attività didattica in agricoltura, pur essendo ormai nota e riconosciuta, non è regolamentata da legge nazionale. Per lo svolgimento delle attività didattiche è necessario fare riferimento alle singole leggi e norme regionali o provinciali: diciassette regioni hanno istituito un albo delle fattorie didattiche e quattordici regioni una Carta della qualità. Tredici regioni hanno previsto un marchio identificativo della rete di fattorie didattiche riconosciute che in tutta Italia superano sicuramente le 2500 unità. Il Piemonte registra il più alto numero di iscrizioni: 308, il 13,4% nazionale. E poi ci sono Romagna, Campania, Veneto e Lombardia. Agricoltura sociale. Le esperienze di agricoltura sociale sono diffuse in tutta Italia - quattordici regioni hanno istituito elenchi specifici - la grande maggioranza riduce l’impatto ambientale limitando l’impiego di antiparassitari e concimi adottando pratiche agronomiche sostenibili a basso impatto ambientale, tanto che la diffusione del metodo biologico nelle aziende agro-sociali è superiore di oltre dodici volte rispetto al dato nazionale. Senza dimenticare i servizi di formazione e inserimento lavorativo e i servizi a supporto della quotidianità e qualità della vita.

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