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La Stampa

Nuove annate per Barolo e Barbaresco … Sugli scaffali delle enoteche e nelle carte dei vini dei ristoranti non li troverete ancora per qualche mese, ma ormai sono pronti in bottiglia: dal primo gennaio hanno fatto il loro debutto le nuove annate di Barolo 2014 e Barbaresco 2015, dopo aver compiuto rispettivamente tre e due anni di invecchiamento. Sono oltre 17 milioni di bottiglie dei due nebbioli più pregiati, pronti a conquistarsi un posto nel grande mercato del vino italiano e soprattutto internazionale, che assorbe oltre il 75% della produzione. Se per entrambi i vini si tratta di annate di grandi promesse, con il 2014 che potrebbe sorprendere sul versante dell’eleganza e il 2015 caratterizzato da una sontuosa complessità, dal punto di vista quantitativo per il Barolo sarà l’annata più scarsa degli ultimi 8 anni: “solo” 12.744.199 bottiglie contro i 13,9 milioni del 2013, nonostante 200 ettari in più di vigneto. Al contrario, il Barbaresco 2015 ritornerà a superare i 4,6 milioni di bottiglie dopo un 2014 fermo a 4,3 milioni. Ma ciò che fa più sorridere i produttori è l’andamento del mercato: in attesa dei dati definitivi, il 2017 per il Barolo si chiude con una crescita nelle vendite intorno al 7%, prolungando una scia di segni positivi che si ripete ormai da sei anni. Le giacenze sono al minimo e il vino sfuso ha raggiunto la soglia degli 8,5 euro al litro, mentre le uve dell’ultima vendemmia sono state vendute a 5 euro al chilo. A livello internazionale, il brand è uscito dalla nicchia degli intenditori e il nebbiolo è riconosciuto come uno dei più grandi vitigni al mondo. “Le Langhe stanno vivendo un momento fortunato, con benefici un po’ per tutte le tipologie dei nostri vini - dice il presidente del Consorzio di tutela, Orlando Pecchenino -. Il Langhe Nebbiolo Doc registra una crescita intorno al 10%, rosicchiando sempre più posto al Dolcetto e alla Barbera d’Alba”.

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