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La Stampa

Un freno alla nascita di nuovi vigneti ... Le norme appena approvate: autorizzazioni per non più di 50 ettari. I produttori: basta speculazioni... Il vigneto Italia, negli ultimi trent’anni, si è ristretto parecchio: oltre il 45%, passando da 1,1 milioni a 630mila ettari, in linea con il calo di consumo di vino e il miglioramento della qualità media del prodotto. Tuttavia, negli ultimi tempi il trend si è in parte invertito, grazie soprattutto alla nuova Ocm vino, e in alcune regioni abbiamo assistito a una vera e propria corsa alla nascita di nuovi vigneti. A questa corsa il ministero ha deciso di porre un freno, stabilendo per ogni singola domanda un tetto di 50 ettari per l’autorizzazione di nuovi impianti viticoli. È questa la principale novità del decreto ministeriale sulle licenze necessarie per impiantare vigneti, firmato dal ministro delle Politiche Agricole Martina. Con il nuovo decreto vengono recepite alcune misure contenute nel regolamento comunitario Omnibus, che diventano operative per il settore vitivinicolo. La soglia massima di 50 ettari per ciascuna domanda di autorizzazione al nuovo impianto potrà essere ulteriormente ridotta dalle singole Regioni. Complessivamente per il 2018 la superficie che può essere distribuita sotto forma di autorizzazioni per il nuovo impianto è di 6.685 ettari. L’altra novità riguarda la possibilità di garantire il rilascio di una quota minima compresa tra 0,1 e 0,5 ettari a tutti i richiedenti, qualora le richieste ammissibili dovessero risultare superiori alla superficie messa a disposizione sotto forma di autorizzazioni, come è accaduto negli ultimi due anni. Altra importante disposizione riguarda le autorizzazioni provenienti da fuori Regione. Il Mipaaf ha previsto che le autorizzazioni al reimpianto ottenute a seguito di estirpazioni di vigneto in terreni gestiti in conduzione non possono essere utilizzati i una regione diversa da quella in cui è avvenuta l’estirpazione, a meno che non siano passati almeno 6 anni dalla data di registrazione dell’affitto. Secondo Ruenza Santandrea, coordinatrice del settore vino dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, “l’implementazione delle soglie introdotta dal Decreto è un correttivo atteso e più che mai necessario, a testimonianza del buon lavoro condotto con il regolamento Omnibus dai deputati italiani, tra cui il corelatore, vicepresidente vicario della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro”. Anche Coldiretti plaude al Decreto ministeriale: “Bene lo stop alle speculazioni sui nuovi vigneti. Il provvedimento permette di tutelare un settore che nel 2017 ha coltivato 630mila ettari e prodotto 40 milioni di ettolitri”. Che il vino sia uno dei settori di punta del Made in Italy lo ha confermato ieri a Montalcino l’evento “Benvenuto Brunello”, dove il musicista Sting e la moglie Trudie Styler hanno apposto sul muro del Palazzo Comunale la formella celebrativa che hanno realizzato per l’annata 2017. “Un vino - ha detto la coppia - è come una bella storia raccontata nelle canzoni. Parla della storia di coloro che l’hanno creato, se ne sono presi cura e hanno coltivato la terra da cui è nato”.

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