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L'Espresso

Guerra ant casta ai vini Supertuscan … Anche Barolo e Barbaresco nel mirino dei Cinquestelle. E Salvini vuole chiudere le frontiere a Bordeaux e Borgogna... Eccoci dunque al nostro appuntamento fisso con le previsioni sull’annata enologica, che secondo gli esperti risentirà molto non solo dei mutamenti climatici in atto, ma anche di quelli politici e culturali. Raggiungeranno l’eccellenza solo i grandi vini popolari, come il Ruttone delle Prealpi lombarde e lo Sgarbato di Puglia, prediletti dallo stato maggiore leghista; mentre i raffinatissimi vini toscani, ricavati da uve con acini numerati e pigiati uno per uno, tra il pollice e l’indice, dai membri della famiglia della Gherardesca (Gaddo, Gherardo, Ugolino e il meno conosciuto Gei Ar della Gherardesca) sono attesi da una severa e inevitabile crisi di mercato. Sassicaia. Insieme all’Ornellaia e al Brunello di Montalcino, i tre vini aristocratici toscani saranno avviati dal governo del cambiamento a un lungo processo di rieducazione. Per mondarli della loro alterigia, subito dopo la pigiatura saranno miscelati con spuma al ginger e acqua di rubinetto, messi a invecchiare in taniche di plastica esposte al sole nel parcheggio di un discount, infine venduti sfusi a due euro al litro (forti sconti per i camionisti). Prevista una massiccia campagna web per diffamare i vini Doc più celebri, che godono di scandalosi privilegi. Verranno accusati di provocare dissenteria e brufoli. Su proposta dei Cinquestelle una commissione di esperti di enologia (formata da una insegnante di ginnastica, un antennista e un pedicure) avrà il compito di rivedere la normativa, premiando non più i soliti noti, come Barolo e Barbaresco, ma i vini veramente meritevoli, come l’ottimo “Zione”, fatto ogni anno dallo zio di uno dei commissari, e il piacevolissimo “Bianchetto Leggero”, un bianchetto leggero in cartoni di cinque litri molto apprezzato dal gruppo parlamentare grillino alla Camera. La commissione ha anche segnalato alle autorità alcune bottiglie di Barolo ’63, ’79 e ’84 sostenendo che si tratta di gradazioni alcoliche non consentite dalla legge. Vini francesi. La campagna contro i vini francesi avviata via twitter da Matteo Salvini (hashtag #mavaffancru) sta avendo successo: il Bordeaux ha drasticamente ridotto il numero di bottiglie vendute nei bar della provincia lombarda, da una a zero. Tutti i grandi vini di Borgogna, dal Chateau Manonlescaut al Perlaine al Pijoulet, segnano un netto calo di popolarità tra le massaie e i pensionati italiani: impossibile trovarne anche una sola bottiglia nel carrello della spesa. “I vini francesi vanno bene per i finocchi - ha spiegato in una conferenza stampa a Strasburgo Mario Borghezio - non per le famiglie composte da un padre e una madre”. A un giornalista francese che gli chiedeva il nesso tra le due cose, Borghezio ha risposto che non c’è alcun nesso, è solo per il gusto di dare del finocchio ai francesi. Le scoperte. Il ministero dell’Agricoltura, approfittando del forte appoggio della Lega e della totale incompetenza dei grillini, sta valorizzando al massimo i nuovi, genuini vini frutto del clima di entusiasmo popolare. I più interessanti sono lo Scarpone di Valtellina, pigiato alla vecchia maniera dai maestri di sci dello Stelvio con gli scarponi ai piedi, conferendo al mosto il tipico retrogusto di grasso da skilift e plastica bruciata; il sapido Alimortacci dei Colli Romani, spiritoso vinello ottenuto da uve tradizionali, però vendemmiate insultandosi tra i tralci e mandando affanculo il trasportatore, l’enologo, l’imbottigliatore, l’etichettatore e alla fine il cliente; e lo Smemorato dell’Etna, un eccellente bianco secco che i vigneron dell’Etna hanno voluto dedicare alla Lega per dimostrare che non serbano rancore per i cori di “Forza Etna” e “Forza Vesuvio” intonati da Salvini in occasione di recenti eruzioni. Il Casaleggio Brut. È il primo vino interamente coltivato via web, eseguendo i suggerimenti degli iscritti alla Piattaforma Rousseau. I quali, a maggioranza, hanno deciso il seguente capitolato: vendemmia ai primi di giugno, segando la vite alla base e lasciandola a seccare nei campi; raccolta e macinatura della vite secca verso Natale, ottenendo una segatura molto aromatica che viene immersa in acqua bollente per una settimana. Non è possibile ricavarne vino, ma gli esperti assicurano che dal prodotto finale, molto fibroso, si può ottenere un filato di discreta qualità, ottimo per impagliare i fiaschi di Casaleggio Brut, un prosecchino acquistato al supermercato e utilizzato per riempire i fiaschi.

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