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L’Espresso

Il cuore in bottiglia … Degustazioni, talk di esperti, meditazione. A Parma un evento dedicato a sommelier, professionisti della ristorazione, wine lovers. Al bando i tecnicismi, al centro le emozioni… Vendemmia anticipata, siccità prolungata, alluvioni catastrofiche. Il disastro nelle Marche dimostra ancora una volta che l’emergenza climatica ha superato il livello di guardia, con conseguenze devastanti per l’agricoltura. I produttori e i professionisti del mondo del vino corrono ai ripari, si reinventano, si adattano alle nuove condizioni attraverso l’uso di strumenti tecnologici, cercano parole e tecniche nuove per sensibilizzare clienti e appassionati. La sostenibilità ambientale diventa una priorità, non uno slogan vuoto per rifarsi il trucco e tirare a campare. “Siamo convinti che la generazione presente debba soddisfare i suoi bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”, riflette Roberto Paladin, titolare insieme al fratello Carlo di Casa Paladin, l’azienda di Annone Veneto fondata dal padre Valentino sessant’anni fa, con vigneti sparsi per l’Italia e marchi tra cui Bosco del Merlo tra Friuli e Veneto, Castello Bonomi in Franciacorta, Casa Lupo in Valpolicella. “Crescita personale e crescita aziendale vanno di pari passo”, aggiunge Paladin, che ha messo al centro della sua azienda la strategia delle 4V: rispettare la vite, proteggere il verde, produrre un vino sostenibile, tutelare la vita: “Rispetto a trent’anni fa l’uva si raccoglie in media un mese prima. È tutto più veloce, a cominciare dalle vendemmie, con differenze significative tra una zona microclimafica e l’altra”. Parteciperà anche il produttore veneto alla terza edizione di Sommelier Coach Live, all’Auditorium Paganini di Parma (28-30 ottobre), l’appuntamento annuale ideato da Enrico Mazza e Gennaro Buono che unisce il mondo della sommellerie e quello della costruzione della leadership. Tre giorni di emozioni, scambio di opinioni e idee, laboratori, degustazioni guidate, talk di esperti. È un nuovo protocollo formativo alla base della kermesse, a cui sono attesi tra i 300 e i 400 partecipanti: imprenditori, formatori, innovatori, professionisti del settore. della ristorazione, semplici wine lovers. “Non è solo il vino al centro del nostro incontro, ma tutto quello che gli gira intorno”, sottolinea Buono, sommelier professionista, coach e consulente per alberghi di lusso e ristoranti stellati: “Come vendere il vino e presentarlo, come e quando parlare ai clienti. Insegniamo strategie di marketing, di comunicazione, tecniche di programmazione neurolinguistica”. Inoltre, i fondatori di Scl hanno ideato un nuovo metodo di degustazione, che abbina alle tecniche tradizionali alcuni elementi inediti. “Siamo partiti dalle discipline che si trovano alla base del lavoro, del successo, del life coaching e le abbiamo trasformate in un’esperienza di degustazione, abbandonando i tecnicismi, che pure conosciamo bene perché veniamo da quel mondo”, aggiunge Buono: “I codici tradizionali della sommellerie hanno sempre trascurato le emozioni. Nel mondo del vino, invece, convergono aspetti diversi: l’analisi sensoriale e gli aspetti emozionali: la musica, i profumi, le esperienze realmente vissute. Bisogna lasciare da parte i tecnicismi, parlare a un profano di concetti come “acidità apicale” e “criomacerazione” non fa altro che allontanarlo dal piacere”. Sarà, ma il mondo del vino hai suoi dogmi, i suoi punti fermi basati su un approccio tradizionale. Come sono stati percepiti il Sommelier Coach Live e i suoi metodi da parte degli addetti ai lavori? “Non voglio peccare di presunzione ma come tutti gli innovatori, piccoli e grandi, all’inizio siamo stati accolti con scetticismo, ci consideravano due folli, due visionari, anche se i nostri titoli ci hanno aiutato ad affermare la nostra credibilità”, dice Mazza, anche lui sommelier, esperto di marketing, di Champagne e maestro sciabolatore: “Poi lo scetticismo ha ceduto il passo alla fiducia, in molti hanno cominciato a seguirci, alcuni a copiarci”. Ma cosa significa interpretare il vino attraverso le emozioni? “Invitare i partecipanti a chiudere gli occhi e fare una visualizzazione: “Dove pensate di essere?”, chiediamo. Non si tratta sempre di emozioni positive, a volte sono negative. Durante la degustazione di un vino piemontese, un Nebbiolo delle Langhe ad esempio, prevalgono tristezza, nostalgia, meditazione, riflessione. Magari in altri casi vengono in mente il mare o le montagne innevate. Spesso la degustazione viene accompagnata dalla musica”. Alcuni dei partecipanti agli eventi live nel corso del tempo sono entrati come coach nella squadra di Buono e Mazza. E il caso di Luca Longato, 29 anni, cresciuto a Primo Vercellese in una famiglia di ristoratori. Due anni fa ha partecipato alla prima edizione di Scl, ora per Sommelier Coach Live 2022 coordina il team di otto tutor che gestisce l’accoglienza e le degustazioni. “Mi sono innamorato di questo mondo, è stata una rivincita personale. Ora, per la prima volta, con il nostro protocollo formativo si unisce sommellerie e coaching. Non è pensabile che un sommelier o chi si occupa di ristorazione non abbia competenze di comunicazione, programmazione neurolinguistica e crescita personale”, spiega Longato: “I sommelier devono smettere di comunicare con linguaggio tecnico con i clienti, che smettono di ascoltare, si sentono piccoli, inadeguati. L’obiettivo è creare leader, persone dotate di leadership nel lavoro e nella vita quotidiana”, aggiunge. La nuova filosofia, inoltre, ha uno spiccato carattere inclusivo. Saranno ospiti a Parma, infatti, i ragazzi di Le Nuvole, associazione di volontariato che si occupa del tempo libero di ragazzi diversamente abili, i quali hanno in progetto l’apertura di un ristorante interamente gestito da loro. La sostenibilità sociale dell’impresa, dunque, viene declinata in varie forme ed è uno dei temi che attraverseranno l’evento a Parma. Ne è convinto Alessandro Natali, amministratore delegato della società che porta il suo nome, con sede a La Spezia, e controlla anche Gruppo Italiano Vini, che ha in casa diversi marchi (tra gli altri Fontana Candida, Conti Serristori, Bolla). Anche Natali, che condivide in pieno la filosofia della manifestazione (“Nel bicchiere non ci sono solo elementi gustativi e la chimica del terreno, ma anche la storia di un territorio. Il vino è il Dna della terra”, dice) parteciperà a Scl 2022: “Da sempre, nella gestione dell’azienda penso al valore della vita e delle relazioni, non mi sono mai posto un obiettivo solo economico. La ricchezza non è altro che il premio per un buon lavoro. Ai miei dipendenti offro sempre un contributo per le vacanze e alla fine di quest’anno, se i conti lo permettono, vorrei dare a tutti una mensilità in più per compensare l’inflazione”.

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