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Libero

Nero di Troia e olio, la qualità delle radici ... Tenuta Rasciatano... Una foresta di olivi, ordinati, pettinati, opimi che si perdono tra la collina e il blu cobalto dell’Adriatico. Un vino prezioso, antico nell’origine, modernissimo nel gusto, con un nome epico e un bouquet mediterraneo, struttura invidiabile eppure equilibrata. E poi una villa seicentesca dove la pietra rivaleggia con le piante a disegnare un Eden agricolo. Alle spalle cinque secoli di storia e trecento anni di possesso della stessa famiglia: i Porro. Quando si racconta l’agricoltura come un sentimento, un’urgenza di radici e al contempo un lavoro costante, improntato alla qualità si pensa a luoghi come questo. Siamo nella Tenuta Rasciatano sulle prima alture di Barletta, là dove la Puglia esprime il suo carattere più nobile e gentile nel paesaggio. Gianmichele Porro manda avanti questa azienda agricola, un gioiello di arte rurale, come suo padre e come prima il padre del padre di suo padre. C’è in questo inseguirsi di generazioni il fascino dell’ineluttabilità della terra. «Sì è vero – si racconta Gianmichele non ancora quarantenne – la nostra è un’impresa di attaccamento». È una storia dal profumo di mosto selvatico quella di questo giovane imprenditore che ostinatamente produce uno degli extravergine migliori del mondo dalle sue mille e mille piante di Croatina. «Per l’olio pugliese di qualità – dice – è un momento felice. Aspettiamo la raccolta che qui non sarà abbondante, ma riusciamo a tenere i prezzi». Cinque euro al litro non sono tanti, ma abbastanza per continuare a crederci. Soprattutto per la prima azienda pugliese che ha esportato in America con un proprio marchio, per una tenuta che si estende su 250 ettari di cui 200 a uliveto interamente biologica, capace di fare tutto il ciclo in proprio con frantoio di ultimissima generazione ed alta tecnologia. «Se non facessimo così – nota Porro – non riusciremmo né a stare nei costi, né a garantire la massima qualità. E io credo nello sviluppo dell’agricoltura di qualità». L’ultimo prepotente sviluppo c’è stato sei ani fa quando i Porro hanno deciso di mettere in bottiglia anche il frutto delle loro uve. Ne è nato il Rasciatano Nero di Troia da uva di Troia in purezza che alla prima uscita ha stupito il mondo enologico. Una qualità superlativa che si paga 35 euro la bottiglia. Ma non è un prezzo, è un valore. Sono arrivati subito i tre bicchieri del Gambero Rosso e poi un’immediata apertura di mercato. Insieme al rosso si fa anche un rosato, uno dei must della Puglia, e un freschissimo bianco da Malvasia. Le vigne di Uva di Troia sono estese su una trentina di ettari in condominio con Merlot, Cabernet e Sangiovese che servono a fare un blend destinato ai mercati esteri. «No, in Italia vendiamo solo il Nero che è la nostra identità, la nostra terra». Una terra felice, la terra di Rasciatano. (Info: www.tenutarasciatano.it; tel. 0833510999)

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