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Libero

Bottega del vino, a salvarla è l’Amarone… Finalmente un esempio concreto di sinergia per la difesa di un patrimonio storico-culturale: è tutta veronese la cordata che consentirà alla storica “Bottega del Vino” di Verona di tornare ad essere il “tempio scaligero” dell’enologia internazionale. L’idea
è partita da Marilisa Allegrini, ma è stata concretizzata poi dalle “Famiglie dell’Amarone d’Arte” (Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Venturini, Zenato) e dalla Riseria Ferron, riunite in Antica Bottega del vino srl (rispettivamente al 60 e 40%), che hanno acquistato il locale dopo la chiusura, causa controversia tra gli ex titolari. Un locale che resta un marchio prestigioso, un luogo simbolo e dove hanno brindato, solo per fare alcuni esempi, Berlusconi, Schroeder, Pertini e la regina d’Olanda. E ora, grazie alla cordata, storica anch’essa, la riapertura in due mesi. Anche il Ministro delle Politiche Agricole Galan aveva lanciato “sos per il salvataggio” della Bottega del vino.

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