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Libero

L’ecosostenibilità in vigna e in cantina è il valore aggiunto del nettare di Bacco … Il futuro passa dall’ecosostenibilità, anche per il vino. Anzi, è già presente, perché l’enologia italiana già da tempo investe in riduzione di energie, acqua e fitofarmaci, e in tutela dell’ambiente. Per motivi etici e anche economici. Un processo che deve continuare concretamente in tutta la filiera, la cui “svolta verde” per il 48% dei wine-lovers, sempre più attivi e informati, secondo un sondaggio Winenews-Vinitaly, potrebbe contribuire all’affermazione dei nostri vini. È il messaggio del convegno E.On Energia-Vinitaly a Verona, che mette d’accordo mondo accademico, come spiega il professor Attilio Scienza, per cui la comunicazione deve aiutare il consumatore a non aver paura di innovazione e tecnologia; le istituzioni: il vino è il miglior terreno per sperimentare l’ecologia applicata all’economia, dice Fabio Renzi, segretario di Symbola; la comunicazione, fondamentale, per Giacomo Mojoli del Politecnico di Milano, perché parlare di ecosostenibilità non deve rimanere esercizio di stile, ma tradursi concretamente in progettualità; e le stesse cantine, come per Marco Caprai, leader del Sagrantino di Montefalco, che ha dedicato parte dei vigneti alla ricerca sugli effetti del riscaldamento del pianeta sulla viticoltura, punta alla riduzione di emissioni di carbonio e coinvolge realtà importanti del suo territorio nel progetto “Montefalco 2015, the new green revolution” per diffondere buone pratiche. O le case history di Planeta, Antinori, Berlucchi, Santa Margherita, Sella & Mosca e Salcheto.

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