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Libero

Anteprime eccellenti per i vini di Sicilia … Dal Nero d’Avola al Cerasuolo Classico fino al Passito
di Pantelleria è una festa di profumi e gusti inimitabili… Dalle anteprime esce un volto eccellente della Sicilia. Lo raccontano i suoi vini che sono però anche le cartoline sensoriali di alcuni dei paesaggi più affascinanti del Mediterraneo. Dalle terre bianche di Pachino, alle costiere laviche dell’Etna, dalla slatta Trapani dove riposa il Marsala, il vino di Garibaldi, alle romantiche colline di Scafati, dalle isole ventose come Pantelleria agli edifici barocchi della piana di Noto. Un tour del gusto questo che è scandito dalle eccellenze di Bacco, ma che coniuga - come dev’essere - densità di paesaggio con valori immateriali come i richiami letterari, gastronomia sapida con meraviglie architettoniche, sapienza agricole con moderne strutture produttive. Un percorso che si ritrova nella cantina Planeta, che da un lato mantiene la barra sulla ricerca di un’originale espressione di un vitigno internazionale, con uno Chardonnay 2009, morbido e polposo, e, dall’altro, declina vitigni di antica coltivazione come il Nero d’Avola e il Frappato nel Cerasuolo di Vittoria Classico - Dorilli 2009, delizioso al gusto, fresco e intenso nei profumi. Un gioco che torna anche tra i bicchieri di Tasca d’Almerita che, accanto ad un tipico Nerello Mascalese in purezza, il Tascante 2008, propone un Cabernet Sauvignon 2008 dai profumi nitidi e complessi e dalla bocca intensa e lunga. Affascinante il passito di Pantelleria Ben Ryè 2008 di Donnafugata. Subito competitive anche aziende del nuovo corso siciliano: il Baglio del Cristo di Campobello, con il Lalùci 2010, un Grillo in purezza dagli aromi tropicali e dal gusto teso e saporito, ma anche con un varietale e ben ritmato Lusirà 2008 (Syrah in purezza), ed il Baglio di Pianetto con il Ginolfo 2009 (Viognier 100%) vino solido e appagante e il possente Ramione 2007, da uve Nero d’Avola e Merlot, e Cembali 2008. Classico e mediterraneo l’Etna Rosso Serra della Contessa 2008 di Benanti, quanto minerale e intrigante l’Etna Bianco Pietramarina 2006. Altrettanto classico il Faro 2008 di Palari, l’azienda di Salvatore Geraci, un pioniere nella scommessa sul Nerello Mascalese. Potente e sontuoso il Nero d’Avola Sàgana 2008, solare e avvolgente il bianco Cubìa 2009 da uve Insolia, prodotti dall’azienda dei fratelli Alberto e Diego Cusumano. Ormai saldamente fra le aziende più continue Cottanera che, con il suo Etna Rosso 2008, minerale ed elegante e l’originale L’Ardenza 2009, da uve Mondeuse, rappresenta un esempio di come il terroir dell’Etna sia ormai riconosciuto e riconoscibile. Ma la Sicilia del vino è anche un incredibile racconta che va al di là della cronaca enologica, per incontrare storie di grande umanità. E’ il caso di quelle raccontate da Centopassi, l’azienda ispirata da Don Ciotti e i cui vigneti sono stati confiscati alla mafia: oggi qui si producono vini buoni, su tutti il tipico e ben fatto Placido Rizzotto Catarratto 2009 e il Syrah Marne di Saladino. Fa parte di quella ricerca di un modus operandi eco-compatibile, la produzione di Arianna Occhipinti che, con il suo SP ‘68 2009, da uve Nero d’Avola e Frappato, e con il Frappato 2008, in purezza, propone due vini tipici, personali e di grande bevibilità. Un’altra bella storia enologica arriva dalla cantina sociale Settesoli, la più grande d’Europa: il Carthago 2008 è un vino ricco e vigoroso, come il Fiano 2009 (con piccole aggiunte di Viognier e Chenin Blanc), fresco e vitale. Difficile che deluda la produzione di Cos, che ha riportato in auge il Cerasuolo di Vittoria Classico, ben fatta la versione 2009. Senza dimenticare anche il contributo, per così dire, venuto “da fuori. E’ il caso del Feudo Arancio, della trentina Mezzacorona, con vini di bella bevibilità (Dalila 2009, Grillo e Viognier, o Cantadoro 2008, Nero d’Avola e Cabernet). O del Feudo Principi di Butera, la dependance siciliana della famiglia Zonin, che produce un piacevole Insolia 2010 e un complesso e convincente Symposio, blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. O, ancora, la Tenuta Rapitalà, nell’orbita del GIV, con un convincente Hugonis 2008, da Cabernet e Nero d’Avola. Infine, due vini dolci: il morbido Passito di Pantelleria 2008 di Abraxas, l’azienda di Calogero Mannino, dai profumi di albicocca secca ed arancia candita, e l’originale passito Gianfranco Ferrè 2008 di Feudo del Pisciotto, da uve Gewürtzraminer e Semillon.

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