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Libero

Nella Valle dei Laghi in cerca della Nosiola ... L’itinerario del gusto. Il rinascimento del Trentino passa per un bianco dimenticato... Sarà incipit abusato, ma ogni volta che ci si accinge a narrar di sapori e di culture e di terre e di civiltà ad esse legate la Recherche è il la giusto per la partitura dei sensi. Ah quella meddeleine! Mette in moto il treno dei desideri rimossi un profumo, un sentore, e inizia quel viaggio che lo stesso Marcel Proust definì non come nello scoprire nuove terre, ma del guardare il mondo con nuovi occhi. Ecco s’attaglia questo elogio dell’inconsueta consuetudine ad un vino del Trentino: la Nosiola (ma simile al suo destino è quello della Schiva) che è stato per secoli il bianco identitario delle dolcissime colline prealpine e poi piano piano s’è ridotta a domestica libagione soppiantato negli interessi e nelle iperboli dei critici dagli internazionali: lo Chardonnay, il Sauvignon, accanto agli aromatici come il Traminer, il Riesling e in tono minore il Muller Thurgau. Così la Nosiola per quanto è affascinante, buona, peculiare, per tanto è stata un po’ obliata e negletta. Fin quando, ecco l’elogio della consuetudine inconsueta, ci si è accorti che poteva essere uno dei cardini del rinascimento del Trentino in vigna. Per tre fondamentali ragioni. La prima risiede nei “giacimenti” della Nosiola: quella magnificenza di natura, di paesaggio e di storia che è la Valle dei Laghi che da Trento, sotto il Bondone si stende a toccare alcuni specchi di Venere di incomparabile bellezza: dal Lago Santo a quello di Toblino (magnificente il castello) toccando il lago di Cavedine, il Solo e il Bagatol, quello di Santa Massenzia per approdare alle rive del lago di Lamar. Lungo questo itinerario si incontrano borghi di assoluto nitore architettonico dove la civiltà rurale diventa eleganza di forme d’architettura, semplicità e purezza nello stile di vita. Così si percorrendo le strade che costeggiano i primi contrafforti alpini da Calavano a Cavedine (incantevole si specchia nel suo lago) da Lasino a Terzano, passando per Padergone e terlano. Ovunque la vigna sorride e i faggi, e gli abeti e i campi fioriscono ora che la Primavera incombe. La seconda ragion è che la Nosiola è un costituente archetipico del paesaggio trentino con le pergole che cercano di catturare il sole che matura i grappoli. Ma la terza ragione è la peculiarità di questo vino: fruttato con un inconfondibile profumo di nocciola, di giusta acidità, gentile al palato. Perfetto con qualsiasi pescato (anche con i delicati pesci di lago) e con i formaggi molli. È peraltro la Nosiola il nerbo del Vino Santo del Trentino, altro vino che sta tornando di prepotente modernità gustativa. E dunque un itinerario del gusto in queste terre è una sorta di rito della maddeleine proustiano che ci riporta alla radici, che ci dà la vertigine del ricordo. Ma c’è un’occasione davvero imperdibile per compiere ora questo viaggio, è la seconda edizione di Di Vin Nosiola che dal due aprile si snoda fino al 25 e che si interseca dal 14 al 17 aprile a Trento nel palazzo di Roccabruna con il festival delVino Santo Trentino arricchito da degustazioni, proposte gastronomiche e seminari del gusto per esaltare questo passito straordinario. Il clou del Di Vin Nosiola sono i tre trekking Lungo la Valle dei Laghi in programma per tre sabato consecutivi: 2, 9 e 16 aprile. Al termine di ciascun itinerario, una lettura - rappre - sentazione sacra in una chiesa con accompagnamento musicale per scoprire vita, fatti e leggende della tradizione locale; e ancora, un momento di degustazione di Vino Nosiola Trentino e di Vino Santo Trentino Doc abbinati a specialità gastronomiche trentine. Nel programma della manifestazione spiccano altri 4 eventi. Il 16 un convegno sulla biodiversità in vigna, il 20 la spremitura dei mosti del Vio Santo, dal 23 al 25 aprile nello splendido scenario di Castel Toblino il festival della Nosiola con abbinamenti gastronomici e il 25 aprile per la chiusura “Gusto Trentino” una full immersion nelle eccellenze dell’enogastronomia della Valle dei Laghi.

Pojer & Sandri Nosiola ... Bianco incantevole per equilibrio gustativo dove l’acidità s’appoggia ad una buona consistenza. Al naso regala frutto giallo con nocciola evidente. Amichevole (euro 11)

Cesconi Nosiola La Nosiola ... Cesconi ha nella freschezza e nella mineralità la sua cifra distintiva. Il bouquet è peraltro archetipico del vitigno con nocciola evidente (euro 10)

Francesco Poli Vigna Sottovi ... Una Nosiola quasi sbarazzina e immediata al naso dove oltre a sfumatura di nocciola regala fiori di campo. Al palato è fresca (euro 9 e 50)

Marco Donati Sole Alto ... Una Nosiola molto immediata con toni lievemente agrumati in prevalente nocciola. Al palato ha una buona morbidezza. Finale intenso (euro 9)

Pravis Le Frate ... Nosiola soave con una vena quasi dolce al naso dove la nocciola è prevalente. Al palato è fresca e morbida con buon finale (euro 10)


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