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Libero

Miracolo alla rovescia: il vino diventa acqua ... Il Torchio... Lo sapesse Nostro Signore Gesù Cristo avrebbe di che inarcare il sopracciglio. Ma come, direbbe, ho debuttato a Cana tramutando il vino in acqua e voi dopo una ventina di secoli che, rispetto all’eternità, sono un niente mi smiracolate tutto? Peccatori e anche ingrati che siete. Prendiamola a ridere per non piangere. È successo - lo ha misurato la Coldiretti, che di solito è attenta a queste cose - che il fatturato delle acque minerali ha superato quello del vino sul mercato interno. Trionfalisticamente continuiamo a dire che il vino è la prima voce dell’export agroalimentare italiano, che vale 4 miliardi di fatturato e che siamo i primi produttori ed esportatori (ora anche in valuta) del mondo. Poi però si scopre che in Italia il vino siamo rimasti in pochi a berlo. Il consumo - complice l’etilometro e campagne che lo hanno massacrato confondendolo con l’abuso di alcol e di droghe da cui è distantissimo - è in caduta verticale: siamo ormai abbondantemente sotto i 40 litri procapite. E anche sul fronte dei prezzi tra un po’ negli scaffali del supermercato il vino costerà meno dell’acqua minerale. Però nessuno che voglia parlare con i consumatori, che voglia fare del direct marketing, che abbandoni (o ridimensioni) le antiquate liturgie di promozione del vino a vantaggio di nuove o più incisive forme. Chissà forse tutti aspettano una riedizione di Cana!

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