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Centomila bottiglie tutte da stappare ... Vinitaly, istruzioni per l’uso: cosa offrirà la più importante rassegna italiana del settore... Dal 7 aprile la kermesse delle cantine... Ci siamo: ha inizio il countdown che separa il mondo del vino italiano da una delle fiere internazioni di riferimento del comparto vino e il più importante appuntamento in Italia. Dal 7 all’11 aprile, a Verona, è di scena Vinitaly 2011, vetrina internazionale di richiamo per gli addetti ai lavori della filiera vino, più di 4.000 espositori da tutte le regioni, oltre 150.000 visitatori dei quali 47.000 in arrivo da più di 100 Paesi, tra buyer, media, operatori ed eno-appassionati. Ma quali saranno gli argomenti di cui si parlerà a Verona? Proviamo ad immaginarli. Italia 150: la storia del vino italiano. Nell’edizione che celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia - con “La bottiglia dell’Unità d’Italia” di Veronafiere-Vinitaly, progetto ufficiale riconosciuto dalla Presidenza della Repubblica, e realizzato da Assoenologi - saranno molte le sollecitazioni storiche per ricordare la “giovane Italia”del vino, sottolineando la gioventù del fenomeno vino made in Italy, e ripercorrere la storia del vino italiano negli ultimi 150 anni, come compimento del sogno enoico di pionieri quali Camillo Benso Conte di Cavour e Bettino Ricasoli, artefici dell’Italia unita e di un disegno complessivo per il vino italianochecoglie
la definitiva affermazione internazionale nel nuovo Millennio. Vino: meglio bianco, rosso o “verde”? Se da un lato l’Italia si riunisce nel bicchiere con gli eno-appassionati che indicano il Barolocomevino-simbolo dell’Unità, dall’altro ci si chiede se ancora i rossi siano i preferiti dagli italiani, o, come rileva Assoenologi, vi sia un cambio di tendenza a favore dei bianchi. Di certo c’è che, per alcuni dei più importanti “bianchisti” italiani (Umani Ronchi, Mastroberardino, Venica & Venica, Planeta e Consorzio del Soave) se un cambiamento di gusti verso i bianchi forse è troppo, si può parlare di una preferenza per vini più freschi e leggeri, ma anche rossi. Ma se i più cool fossero i “verdi”? Sempre più eno-appassionati cercano il vino preferito fra quelli “eco-friendly”, prodotti in cantine che rispettano l’ambiente, secondo un sondaggio Vinitaly-WineNews proprio sulla svolta “verde” del mondo del vino italiano. Gentile, “femminile” e versatile, il vino piace sempre più “metrosexual”. Nel bicchiere vince la leggerezza: i nuovi consumatori prediligono vini a bassa gradazione alcolica, fruttati e dalla spiccata acidità, che meglio si adattano ai ritmi della vita metropolitana. A Verona, ci si interrogherà se proprio i vini a ridotto tenore di alcol, possano
rappresentare una nuova opportunità di mercato. Una ritrovata leggerezza anche nelle occasioni di consumo, con le grandi bottiglie non più conservate gelosamente in cantina, ma stappate per condividerle, e sempre più accessibili grazie al consumo al bicchiere. Unica regola: l’uso dei migliori accessori per il vino, come quelli di scena ad Enolitech-Vinitaly. Tra reale e virtuale, i nuovi canali di vendita del vino. Sollecitazioni dei mercati, abitudini di consumo e psicologia del consumatore ridisegnano nuovi e opposti spazi di acquisto, e fanno riemergere nuovi e vecchi
canali per la vendita del vino, primi fra tutti la vendita diretta in cantina e l’e-commerce. Dalla vigna allo scaffale, a Verona si analizzerà l’impegno della filiera per superare la crisi. Le cifre delle nostre bottiglie. Con i consumi interni in calo e il vino che si conferma prima voce dell’export agroalimentare (3,9 miliardi di euro e oltre 2,5 miliardi di bottiglie stappate nel mondo nel 2010, con la Germania che si conferma primo mercato), Vinitaly sarà anche l’occasione per fare il punto sulle cifre di un settore che, in Italia, vale 13,5 miliardi di euro (più 2 miliardi di euro di indotto), e sulla possibilità di “vivere di solo export”, come propone Piero Antinori, oppure concentrarsi sul mercato interno, come sostiene Gianni Zonin. Intanto, 50 tra le più importanti cantine del Belpaese,
chiudono un buon 2010, con fatturati cresciuti dell’8% ed export che corre a due cifre (+14%) - come confermano, in un’inchiesta WineNews, anche gli importatori leader dei principali mercati di riferimento (Usa e Germania) - e guardano con sentiment positivo al 2011 (75%). Ma, il mondo
del vino sempre più globale, se da una parte premia i brand, dall’altra li mette sempre più a rischio: secondo Giuseppe Liberatore, presidente di Federdoc, se per un prodotto realmente made in Italy ce ne sono tre “falsi” nel mondo, per il vino il rapporto è stimabile in 1 a 1, un dato inaccettabile. Ma a Vinitaly si parlerà di altro ancora. Si parlerà di vino e burocrazia per la semplificazione normativa del settore e delle sfide per il futuro del vino, secondo uno studio Rabobank per Confagricoltura, e ci saranno importanti focus sui mercati.

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