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Libero

Scattano i dazi. In Russia cala il gelo sulle nostre bollicine … La dogana russa ha introdotto un importo minimo (“customs profile”) per i vini importati, finora non previsto e che rappresenta una sorta di valore imponibile su cui calcolare poi dazi, accise e diritti doganali. Se finora le imprese dichiaravano semplicemente i costi di produzione sostenuti, su cui applicare una tassazione alla dogana del 40%, da oggi il valore minimo per i vini italiani sarà 2,12 euro al litro, mentre per francesi e spagnoli di 1,22. Il rischio è un aumento del prezzo finale del 30%, contro il 12% di Francia e Spagna. “Il vino italiano affronta le conseguenze di una decisione discriminatoria con preavviso minimo - dice il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia - che potrebbe vanificare tutte le attenzioni che gli operatori nazionali hanno dedicato a quel mercato”. Che è uno dei più importanti per noi.

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