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Libero

Francesi battuti in Germania, Canada e Brasile ... La Francia del vino resta al top per qualità, ma l’Italia la tallona, e in alcuni mercati che contano, come Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania e Danimarca, i nostri vini sono già considerati “più buoni” dei francesi, più presenti e visibili. Lo dice un’indagine Ais-Associazione italiana sommelier tra i sommelier del mondo della Worldwide sommelier association (Wsa). Il vino più in voga? L’Amarone, seguito da Brunello e Chianti, dal Prosecco, e poi Barolo, Pinot Grigio, Sassicaia, Moscato d’Asti, Barbaresco e Sangiovese. “L’Ais - spiega il presidente Antonello Maietta - è impegnata in una nuova fase di grande attenzione su tutto ciò che ruota attorno al vino italiano nel mondo”. Anche perché, osserva Franco Maria Ricci, alla guida della Wsa, “sono numerosi gli appassionati che giungono in Italia per seguire corsi da sommelier ed esportare questo modello didattico nei loro Paesi”. I punti di forza del nostro vino nel mondo sono l’originalità, espressione dei vitigni autoctoni legati al territorio, e il fatto di sposarsi a meraviglia con la gastronomia. Ci vorrebbero però prezzi più accessibili: per acquistare una buona bottiglia, oggi non si superano i 20 euro in enoteca, 45 al ristorante.

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