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Libero

Brividi caldi in cantina ... Vendemmia anticipata in tutta la penisola. Il clima torrido condiziona: meno raccolto e qualità non memorabile … Estate 2012 torrida e con le temperature di agosto abbondantemente sopra le medie, dopo giugno/luglio altrettanto caldi e, soprattutto, privi di piogge. Ondate di calore (superiore, per gli esperti, al 2003) che va ad aggiungersi ad uno stato di siccità diffusa in quasi tutte le regioni d’Italia. Segnali non confortanti per una vendemmia già iniziata in alcune zone, e che presto comincerà, in anticipo, in tutta Italia. E se, dal punto della quantità, il calo è un dato certo, da quello qualitativo il 2012 non dovrebbe dare vini “memorabili”, ma comunque buoni. “La situazione è complicata - spiega il winemaker Riccardo Cotarella (da Saiagricola, a Decugnano dei Barbi, da Baglio del Cristo di Campobello a Castello di Cigognola, da De Castris a Di Majo Norante) - sarà una vendemmia che difficilmente sarà importante. E questo, almeno dal punto di vista quantitativo, è già un fatto acquisito”. Un’annata siccitosa la 2012, con la stragrande maggioranza delle regioni colpite, ha messo sul tappeto l’uso dell’irrigazione in viticoltura: “Ci troviamo - afferma Leonardo Valenti, cattedra di viticoltura all’Università di Milano e consulente per l’umbra Caprai e la franciacortina Castello Bonomi della famiglia Paladin - di fronte ad una vendemmia complicata. E certo parlare di una grande annata è decisamente fuori luogo. Sulla questione dell’irrigazione, c’è da mettere in chiaro che, qualora venisse introdotta, andrebbe usata con grande competenza e nelle situazioni di vera emergenza. Ricordandosi di irrigare da viticoltori e non da frutticoltori, per evitare di diventare produttori di vino senza territorio, come è nel caso di quasi tutto il Nuovo Mondo enologico”. E se le condizioni estreme di questa estate invocherebbero una discussione sulla conduzione presente, passata e futura del “vigneto Italia”, l’esito della vendemmia 2012 preoccupa: “Ad oggi le impressioni - spiega l’enologo Carlo Ferrini, consulente di Casanova di Neri e Castello di Romitorio di Montalcino, dalla siciliana Tasca d’Almerita alla trentina San Leonardo, all’abruzzese Valle Reale - non sono del tutto positive … Ci sono poi zone dove il caldo ha inciso meno ed altre dove la siccità è una costante storica (Puglia e Sicilia), zone dove l’esperienza su condizioni estreme è ben sviluppata”. “La situazione non è delle migliori - afferma anche Lorenzo Landi, consulente per la toscana Rocca delle Macìe e l’etnea Cottanera - non piove da due mesi, le temperature sono molto alte e, prima, le piogge sono state sostanzialmente scarse. Non sono le premesse giuste per una grande vendemmia. Ci sono zone che hanno avuto un corso stagionale diverso, come per esempio il Friuli. Oppure le zone più fresche dell’Abruzzo e determinate e particolari situazioni dove alle vecchie vigne, più resistenti alla siccità, si combinano esposizioni meno soleggiate e terreni più profondi. Se le piogge arrivassero a fine agosto, potrebbe esserci un possibile miglioramento qualitativo nelle zone più tardive”.


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