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L’Italia cresce in Francia, secondo mercato per l’agroalimentare del Belpaese: +4,7% sul 2017

Sial di Parigi: buoni i dati del primo semestre 2018 diffusi da Cibus, Ice e Assolatte nell’incontro con l’Ambasciatrice Teresa Castaldo
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Italia cresce in Francia, secondo mercato per l’agroalimentare del Belpaese: +4,7% su 2017

Competitor sui mercati del mondo, soprattutto se si parla di cibo e vino, ma sempre più legate, tra loro, da un fitto interscambio commerciale enogastronomico. Con l’Italia che, in Francia, vede crescere il suo giro d’affari. A dirlo i dati diffusi nell’incontro firmato da Cibus e Ice con l’Ambasciatrice Italiana in Francia, Teresa Castaldo, al Sial, il Salone dell’Alimentazione, di scena a Parigi dal 21 al 25 ottobre (www.sialparis.com). Il Paese transalpino, per l’Italia dell’agroalimentare, è il secondo mercato mondiale (dietro alla Germania), e se nel 2017 ha fruttato 3,3 miliardi di euro alle aziende del Belpaese, nei primi 6 mesi del 2018 si è registrata una ulteriore crescita, nell’ordine del 4,7%.
Un mercato importantissimo, dunque, come dimostra la presenza al Sial dell’Italia, “primo Paese espositore dopo la Francia, con oltre 700 aziende”, ha sottolineato Anna Flavia Pascarelli, Dirigente dell’Ufficio Agroalimentare e Vini dell’Ice.
D’altronde, ha ricordato l’Ambasciatrice Castaldo, “la Francia è il primo Paese al mondo per investimenti dall’Italia e lo scambio commerciale tra i due Paesi è di alto valore strategico”.
E se nei primi 5 mesi dell’anno, secondo i dati di Eurostat, l’Italia ha spedito in Francia vino per 85,5 milioni di dollari (con una crescita del 27% sul 2017, ndr), il Belpaese è forte anche in un altro settore d’eccellenza “locale”, quello del latte e dei formaggi, per i quali la Francia è il primo mercato straniero, “con un valore di mezzo miliardi di euro - ha ricordato Giuseppe Ambrosi, Presidente Assolatte - con i consumatori francesi che sono grandi estimatori dei formaggi italiani. Nonostante i freschi siano i principali prodotti esportati, i francesi amano molto anche alternare le loro eccellenze con le grandi Dop italiane, con il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, il Gorgonzola, la Mozzarella di Bufala Campana e le altre grandi Dop”.
“Cibus si è trasformato da mero momento espositivo in una piattaforma permanente per lo sviluppo delle aziende alimentari italiane - ha riferito Antonio Cellie, Ceo Fiere di Parma - grazie alla partecipazione a fiere alimentari all’estero e al matching continuo con i buyers esteri nelle diverse geografie e i vari canali. L’appuntamento, dopo Sial, è con Cibus Connect (10-11 aprile 2019) che ha già più che raddoppiato le dimensioni sulla prima edizione del 2017 e ormai ha sancito il ritorno di Cibus all’annualità. Uno dei suoi fattori critici di successo è proprio la data: tutti i visitatori esteri hanno l’occasione unica di visitare le concomitanti fiere Vinitaly e Cibus”.

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