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Panorama / Economy

Sfida alla Grande Muraglia ... Made in Italy. I progetti e le prospettive degli ultimi imprenditori italiani arrivati a Pechino. Sei piccole e medie imprese avevano un’idea di business e nel Paese-continente hanno trovato il terreno fertile per farle crescere. Così il fatturato, dopo pochi anni, è significativo. E sono pronte a un nuovo salto...

...Gancia. Cantine aperte per 200 milioni di consumatori… Il segreto del successo di Gancia sul mercato cinese, sinora, è stato il Brachetto, che riunisce due qualità importanti: il gusto dolce, che è perfetto per i palati meno avvezzi alla corposità del vino italiano, e il colore rosso vivo, che nella tradizione locale è di buon auspicio. Ma già dal 2007 l’offerta del marchio con sede a Canelli, nella provincia di Asti, ha cominciato ad ampliarsi, sino a comprendere tutte le linee prodotto: dagli spumanti Asti, già leader di mercato in Giappone, al Pinot di Pinot e ai vini Vallarono, sino a quelli delle tenute siciliane di Capocroce, presso Trapani.
Gli obiettivi di Gancia sono ambiziosi: l’Asia rappresenterà presto più del 30% delle esportazioni e la Cina potrebbe incidere almeno per il 10%, per un valore economico superiore ai 10 milioni di euro entro i prossimi cinque anni. “Siamo in fase di semina” dice a Economy Lamberto Vallarino Gancia, vicepresidente del gruppo, “ma la presenza sempre più forte di nostri connazionali nel Paese e l’apertura di ristoranti italiani di fascia alta in tutte le più grandi città ci avvantaggiano”. Oggi il produttore piemontese è alle prese con il problema di come rendere efficiente la distribuzione, dopo aver inaugurato una sede a Shanghai gestita da responsabili locali: “Creare una rete di vendita davvero efficace” afferma Vallarino Gancia “non è facile. Spesso la burocrazia e le tassazioni elevate ci ostacolano, il mercato potenziale è però di 200 milioni di consumatori, e l’arma in più è il nome, facile da pronunciare anche in Cina”.
E quanto alla cultura enologica dei consumatori locali, fino a oggi piuttosto “latitante”, l’azienda lavorerà per favorirne lo sviluppo: “La nostra intenzione” continua il vicepresidente “è aprire dei punti vendita-cantina che possano rappresentare anche con l’estetica il nostro valore aggiunto più importante: la storia e la tradizione dei prodotti Gancia e dei metodi che la casa utilizza da quasi due secoli”.
Dipendenti 150
Fatturato 2006 106 milioni
Fatturato in Cina 1 milione...

...Tasca d’Almerita. Vino siciliano doc e 100 nuovi clienti… Per il produttore vinicolo siciliano Tasca d’Almerita, attivo dal 1860 a Sclafani Bagni (Palermo), l’entrata sul mercato cinese è avvenuta in due momenti distinti. Prima, fra il 2004 e il 2005, la società palermitana ha avviato una prima fase sperimentale di espansione, con l’aiuto di alcuni partner già presenti in Cina, per saggiare le potenzialità del mercato. Dopo aver terminato il periodo di valutazione, a partire dal 2008 cerca un ingresso in grande stile, grazie alla collaborazione di Mercury, un’esclusivista nazionale in possesso di una buona esperienza sul settore vinicolo italiano:
“Quello cinese è un mercato promettente, ma non facile” dice Alberto Tasca d’Almerita, amministratore delegato, “perché è privo di una cultura enologica di buon livello. Ma la diffusione rapida dei ristoranti italiani, specialmente presso gli alberghi di lusso, ci permette di essere moderatamente ottimisti. Soltanto per quest’anno, che segnerà il nostro esordio ufficiale nel Paese, abbiamo già individuato oltre un centinaio di clienti”.
Acquisire una posizione di leadership non sarà certo una passeggiata, anche perché la concorrenza, rappresentata dai produttori cileni, argentini e (naturalmente) francesi è molto agguerrita. Ma in questo momento, la presenza nella Repubblica Popolare è un importante investimento in chiave futura: “Le importazioni vinicole cinesi crescono ogni anno del 50-60%” dice Alberto Tasca d’Almerita “e lo stile italiano continua a esercitare un grande fascino in ogni campo. Per questo motivo, nonostante le difficoltà oggettive, siamo convinti che il volume d’affari non potrà che aumentare”.
E l’azienda, che possiede quattro tenute in totale nella sola Sicilia, una delle quali sulle isole Eolie, e commercializza 15 etichette diverse, potrà così aggiungere un’altra bandierina alla sua fitta carta geografica. Attualmente vende in oltre 60 Paesi fra i quali gli Stati Uniti, la Germania, e l’india, considerata potenzialmente anche più interessante della stessa Cina.
Dipendenti 60
Fatturato 2006 16 milioni
Fatturato in Cina n.d....

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