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Panorama / Economy

Che cosa c’è da provare in cantina ... Enoturismo. Non solo bottiglie pregiate. I produttori il 30 maggio aprono le loro aziende. E fanno spazio a vere e proprie opere d’arte... La ribalta è tutta per il colore, dalle mille nuance del vino alle pennellate delle opere d’arte che sempre più spesso sono accostate al “nettare degli dei”. Domenica 30 maggio riparte Cantine aperte (www.movimentoturismovino.it), l’iniziativa promossa dal Movimento turismo del vino, che nell’ultima edizione ha coinvolto 800 produttori e un milione di appassionati. Ma Cantine aperte è solo una delle manifestazioni del Mese del vino, che chiuderà l’8 giugno gli appuntamenti pensati per coniugare il mondo del grappolo a design, arte, lusso e business. A Le Carline di Pramaggiore (www.lecarline.com), in provincia di Venezia, 20 artisti personalizzeranno altrettante botti con una tecnica a scelta, in una performance che si aggiunge alle tappe nella barricaia, nella sala di degustazione e lungo i filari. Vino e colori scorrono anche nelle cantine di Carpenè Malvolti (www.carpene-malvolti.com), a Conegliano (Treviso): Renato Pasqualotti, ispirandosi ai toni delicati dei paesaggi di Cima da Conegliano, dipingerà per i visitatori che, volendo, potranno a loro volta usare tele e pennelli. Senza perdere d’occhio gli assaggi e i prodotti della storica casa spumantistica. Sempre le bollicine sono protagoniste in Franciacorta, a La Montina di Monticelli Brusati (Brescia), che oltre alla settecentesca Villa Baiana vanta il museo d’arte contemporanea Remo Bianco, con 400 pezzi esposti a rotazione, e la galleria d’arte che ospita una personale di Giulio Mottinelli, “Storie di boschi e di lune”, in cui si fondono natura, ricordi, mistero, fantasia (www.lamontina.it). Nuova di zecca la cantina Manaresi (www.manaresi.net), che debutta proprio il 30 maggio, inaugurando la sede sui Colli Bolognesi, con una mostra dedicata a Mario Soldati: su grandi pannelli, sono state riprodotte immagini scattate dal figlio Volfango sui territori del vino emiliano-romagnolo, all’inizio degli anni Settanta, quando accompagnava il padre nei suoi famosi reportage. Scommette sul connubio con l’arte Icario (www.icario.it), tra le colline di Montepulciano (Siena), che fino al 30 novembre fa da cornice alla rassegna “Il canto della terra”, con i lavori di Pietro Ruffo e Maurizio Savini, pubblicati in un catalogo Electa. La chicca? Dall’area espositiva, grazie al pavimento in vetro, si possono seguire le fasi di lavorazione del vino. Stesso scenario per il Casato Prime Donne di Montalcino (Siena), che ha fatto delle vigne del Brunello una galleria a cielo aperto: da vedere con il trekking d’autore, che parte dalle colombe di Orlando Orlandini, per otto volte Oscar dell’oreficeria internazionale (www.cinellicolombini.it). In Campania, invece, la cantina Astroni di Napoli ripropone il fasto del Seicento con musica, costumi teatrali, performance di contemporanei.

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