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Panorama / Economy

Ma davvero il 2010 sarà un’ottima annata? ... Prezzi in picchiata. Serrata concorrenza internazionale. Piogge in agguato. La vendemmia in Italia si annuncia anche troppo abbondante. Mentre sul livello qualitativo i produttori interpellati da Panorama Economy dicono che è ancora troppo presto per fare classifiche... La vendemmia 2010 è iniziata da due settimane e subito l’appuntamento ha dato il via al solito valzer delle cifre sulle stime produttive. Qualcuno parte da 46 milioni di ettolitri, altri si spingono fino a sfiorare i 48 milioni: cifre comunque in crescita tra il 5 e l’8% rispetto all’annata precedente. A correre di più sono Umbria, Piemonte, Campania e Calabria, con punte superiori al 10%; sotto la media Toscana, Puglia e Marche, mentre per le due grandi isole, Sicilia e Sardegna, il segno è negativo. Ora, passi per le previsioni quantitative, solitamente confermate dal risultato finale con oscillazioni marginali. Ciò che invece non è accettabile è che prestigiose organizzazioni professionali si mettano a stilare, a inizio vendemmia, classifiche sulla qualità del prodotto. E, chissà perché, si tratta di indicazioni che, il più delle volte, vedono l’asticella ferma nella parte alta del “mostometro”, con gli aggettivi “buona” e “ottima” che si sprecano. Non importa se tutti sanno che settimane di temporali a ridosso della raccolta delle uve possono avere causato danni anche irreversibili. Se così si pensa di sostenere l’immagine di un settore e rilanciare i prezzi della materia prima, mai così bassi come quest’anno e che vanno da 0,2 a 0,8 euro al chilo, è un esercizio del tutto sbagliato. Molto meglio aspettare che tutta l’uva sia in cantina. Esattamente come fanno i produttori che Panorama Economy ha interpellato e che, anche con una sola battuta, riescono a dare valutazioni assai circostanziate. In questo senso è illuminante il commento di Paolo Ziliani della Guido Berlucchi in Franciacorta, la maggiore azienda di spumante classico italiana, quando ricorda che “le abbondanti piogge primaverili si sono fatte sentire sullo stato sanitario dell’uva. Questo ha obbligato i produttori seri a fare selezione per arrivare a garantire un prodotto di buon livello”. Dalla Franciacorta alla Sicilia, con Alberto Tasca d’Almerita della omonima azienda che controlla Regaleali, Capofaro e altre ancora, che prende tempo prima di dare giudizi, “anche perché siamo proprio all’inizio della raccolta. Bisogna aspettare almeno un mese prima di cominciare a fare commenti più appropriati”. Dello stesso tenore Fabrizio Bindocci della tenuta Il Poggione, una delle più grandi di Montalcino, il quale osserva anche che “quest’anno la vendemmia è in ritardo di una decina di giorni. Vale a dire che dopo anni di raccolti in anticipo, quest’anno siamo tornati alle vendemmie degli anni Novanta. Meglio risentirci a fine settembre ”. Suggerimento che arriva anche da Marco Caprai, lo scopritore del Sagrantino di Montefalco. “Abbiamo cominciato con i Grechetti, che sono di buon livello, ma più di questo non mi sento di dire. Per il Sagrantino e le altre varietà a bacca nera bisogna spettare. Quello che invece si può già affermare è la grave crisi dei prezzi delle uve, scesi come non mai. Le ragioni? C’è troppa disponibilità di materia prima, la domanda non dà segni di vivacità e la concorrenza estera si fa sempre più aggressiva. In tutto questo si inserisce il discorso della nuova Ocm, la riforma del mercato del vino che da noi in troppi hanno preso sottogamba”.

Quattro italiani su 10 al top. Nella classifica Top 100 2009 della rivista americana Wine Spectator, la bibbia mondiale del vino, sono ben quattro i vini italiani che si sono classificati tra i primi 10. La pubblicazione ogni anno effettua 17 mila nuovi assaggi e dallo scorso anno pone maggiore attenzione a selezionare bottiglie che costino attorno ai 40 dollari.

(Usa) Columbia Crest Reserve 2005. (Spagna) Numanthia Toro Termes 2005. (Francia) Chateauneuf du Pape La Crau 2007. (Usa) Kosta Browne Sonoma Coast 2007. (Italia) Barone Ricasoli Castello di Brolio 2006. (Usa) Chappellet Signature 2006. (Italia) Renato Ratti Barolo Marcenasco 2005. (Italia) Fontodi Flaccianello 2006. (Usa) Merry Edwards Sauvignon blanc 2007. 10° (Italia) Brancaia Toscana Tre 2007.

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