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Allegrini 2018

Panorama

Profumo di fiori, retrogusto di frutta…Indimenticabile l’aroma di quei bianchi goriziani di casa Venica. Mi è impossibile nascondere l’allegria quando apro una bottiglia di Venica & Venica, produttori goriziani che hanno da poco allargato al Sud i loro interessi. I vini bianchi prodotti da Gianni e Giorgio e curati per l’immagine dall’infaticabile Ornella sono infatti adatti a ogni stagione. D’inverno fanno sognare la primavera, col caldo esplodono con i colori e i profumi della natura. Debbo qui avvertire l’esigente lettore. Se non gli piacciono i vini profumati, passi pure alla pagina seguente. Se li ama, questa è la loro cantina. E assaggiando il Sauvignon Ronco delle mele (annata 2003), considerato forse il vino di riferimento della casa, l’esplosione del profumo di frutta è stato davvero prepotente.
La sorpresa è stata perfino maggiore assaggiando il Ronco delle Cime, uno dei migliori Tocai friulani che abbia conosciuto. Stappando la bottiglia mi sono chiesto: ci hanno messo dentro qualche goccia di Chanel numero 5 o il buon Dio ha fatto sì che la natura esplodesse fino a questo punto? Il Tocai è in genere vino austero: ma in questo caso la caratura della seduzione è irresistibile. (A proposito del Tocai: una legge comunitaria ci imporrà di rinunciare al nome per non far dispetto agli ungheresi. Legge stupidissima perché confonde le pere con le mele: il Tocai ungherese è infatti un ottimo vino dolce, mentre il nostro è un magnifico vino secco. Chi ci salverà da una burocrazia così stolta?). Appena meno aromatica degli altri è la malvasia del Collio di Venica. La qualità (annata 2003) mi è apparsa un filo meno prestigiosa degli altri. Ma il carattere più modesto consente a questo vino di essere più servizievole e di piegarsi volentieri, come una canna, al cento degli abbinamenti.

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