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Panorama

Storie di vino - E’ l’ora del Muller. I vini di Pejer e Sandri, formidabili enologi delle valli d’Adige e di Cembra ... Se amate il Muller Thurgau, non c’è storia: scegliete nell’estate incipiente quello di Mario Pojer e Fiorentino Sandri, da 31 anni formidabili vignaioli tra le valli d’Adige e di Cembra, in Trentino. Ha un magnifico profumo, senza stordirvi come un mazzo di gardenie. La virtù suprema del Palai 2005 è nell’equilibrio. Il Muller Thurgau è il mio vino d’elezione dell’ampia scelta offerta dalla casa. E con 10 euro per bottiglia è quello che costa meno, insieme con lo Chardonnay che ha tuttavia minore personalità. Tra i bianchi segnalo l’eccellente Sauvignon 2005: sobrio nella sua eccellenza, è il fratello serio del Muller Thurgau.
Ma chi vuole spendere qualche euro di più (17 euro) e ha la passione per i vini nuovi e intriganti si butti pure sul Besler Biank, l’eccellente mixage tra Pinot Bianco, Riesling Renano, Sauvignon e un incrocio tra Manzoni e Kerner. Regge, secondo gli autori, sette anni d’invecchiamento. Veniamo ai rossi.
Ho un buon ricordo del Pinot nero “selezione”: lo bevvi insieme con altri frutti dello stesso vitigno, ne constatai la maggiore austerità rispetto ai più giocosi confratelli e un miglioramento quando respira nel bicchiere. Il campione di casa si chiama tuttavia Faye (Rosso delle Dolomiti, 28 euro). Anche qui il mixage inventato dall’enologo Pojer è molto felice: al cinquanta per cento di Cabernet Sauvignon, se ne contrappone un altro cinquanta sapientemente distribuito tra Cabernet Franc, Merlot e Lagrain. Ne viene fuori tutta la morbidezza tipica dei rossi del Nord-Est.

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