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Panorama

Storia di mille bottiglie che brindano quattro volte ... Operazione Natale Una nostra copertina forte che vince un premio in natura. Così “Panorama” e Wind hanno ideato una triangolazione a favore di tre onlus e un ospedale... Per una volta la notizia siamo noi. Noi di Panorama siamo infatti riusciti, con l’aiuto di un partner che ci ha subito affiancato con entusiasmo, a realizzare un’inedita triangolazione che potremmo definire alcolico-finanziaria a scopo benefico. Tutto inizia (la storia è complicata ma affascinante) a fine ottobre, quando al direttore del settimanale che state leggendo, Maurizio Belpietro, arriva una telefonata da Gino Lunelli, presidente dell’omonima casa vinicola che produce uno dei migliori spumanti italiani: “Avete vinto mille bottiglie di Ferrari. Dove ve le faccio mandare?” ha chiesto al direttore.
Il premio è quello per la migliore copertina dell’anno fra i periodici italiani e l’abbiamo vinto grazie all’inchiesta intitolata “Mamma ho perso l’infanzia”.
Con mille bottiglie di Ferrari non si può certo riempire il laghetto del Palazzo Mondadori a Segrate, sede della nostra casa editrice, ma resta un fiume di ottimo spumante. E stava aspettando solo di essere ritirato e stappato. Avevamo due alternative: dividere le mille bottiglie tra noi per gratificarci del lavoro di tutto un anno, oppure… Abbiamo scelto l’oppure.
A chi potevamo regalarle? Mense dei poveri, associazioni umanitarie, organizzazioni benefiche… le proposte sono state tante, ma ci sembrava troppo poco aiutare una sola associazione. E da qui è nata l’idea della triangolazione, che è stata possibile grazie alla disponibilità della Wind, che ha sposato immediatamente la nostra proposta permettendoci di realizzare una straordinaria operazione pseudofinanziaria.
In sostanza è successo questo: Panorama ha venduto le mille bottiglie di Ferrari alla Wind che ha accettato di pagarle 20 euro l’una, totale: 20 mila euro a disposizione. A questo punto Panorama e Wind hanno stabilito quali organizzazioni potevano essere aiutate e abbiamo deciso per una che si occupa di progetti all’estero e per un’altra che si dedica a interventi in Italia.
La prima è l’Avsi, l’associazione volontari per il servizio internazionale; la seconda è la JuniOrchestra, filarmonica composta da ragazzi da 5 a 17 anni. All’Avsi andrà metà della somma incassata dalla vendita delle bottiglie, cioè 10 mila euro, che saranno impiegati per due progetti, entrambi nel sud del Libano, nella piana di Marjayoun.
Il primo riguarda il completamento di un frantoio che è gestito da cristiani ma alimentato da olive prodotte da musulmani e rappresenta un esempio concreto di cooperazione tra due popoli che la storia e la guerra hanno diviso.
Il secondo riguarda 100 bambini che vivono sempre nella piana di Marjayoun. “Sono bambini sia cristiani sia musulmani” spiega Alberto Piatti, segretario generale dell’Avsi, “che aiuteremo pagando le rette scolastiche, troppo care, e organizzando corsi di formazione per gli insegnanti”. “Il sistema scolastico libanese è in condizioni a volte disastrose” aggiunge Piatti “e proprio grazie alla scuola e alle opere concrete, come il frantoio, si può dare prova della possibilità di cooperazione in modo che i bambini possano costruire un mondo migliore là dove sono, senza essere costretti a emigrare”.
Poi c’è la JuniOrchestra. La filarmonica è nata all’interno dell’Accademia di Santa Cecilia. La donazione serve per finanziare il concerto che l’orchestra terrà domenica 25 gennaio alle 18 all’auditorium Parco della musica a Roma. Quella sera saranno raccolte donazioni per l’unità operativa di pediatria d’urgenza e terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Umberto I di Roma. “Compreremo un letto specifico per i nostri piccoli pazienti” spiega Corrado Moretti, primario dell’unità operativa. “Un letto molto particolare che consente di immobilizzare il paziente critico senza necessità di spostarlo manualmente per migliorare la respirazione e velocizzare la riabilitazione”.
Non è finita. C’erano ancora le mille bottiglie in ballo che avevamo venduto alla Wind, guidata dall’amministratore delegato Luigi Gubitosi, il quale ha pensato la stessa cosa che abbiamo pensato noi: distribuirle tra i dipendenti era troppo facile. Così la società telefonica ha deciso di donare le oltre 160 casse di Ferrari al Banco alimentare, l’associazione che ogni anno organizza la colletta alimentare a favore delle famiglie più disagiate d’Italia.
“Non ci posso credere!” ha esclamato Marco Lucchini, presidente dell’associazione, quando ha visto il “muro” dei cartoni Ferrari pronti per la foto ricordo. “Per mille famiglie sarà un Natale più bello”. Con loro, oltre che con i bambini libanesi e i piccoli ricoverati all’Umberto I, prendiamo un impegno: provare a rivincere anche l’anno venturo.

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