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Panorama

Storie di vini ... Un Brunello austero ... Tempo fa Al Bano, ottimo produttore divini pugliesi, restò male perché gli confessai che in una certa annata il Taras, vino cadetto, mi era piaciuto più del Platone, vino d’eccellenza dell’azienda. Con la stessa impudenza mi sento di affermare che nella pregiatissima produzione toscana di Casanova di Neri (Montalcino) il Brunello 2006 di base mi è piaciuto più del Brunello Tenuta nuova della stessa annata, pur costando quasi la metà. Questione di gusti, naturalmente. Il Tenuta nuova è un Brunello austero e tannico, secondo tradizione. L’altro mi è parso più morbido e moderno, quindi più bevibile e forse, oso aggiungere, anche più gradito al mercato internazionale di base. Mercato che ha decretato il successo mondiale di questa splendida casa fondata quarant’anni fa da Giacomo Neri. Che ha il pregio di badare anche a un pubblico che ha minori disponibilità economiche. Ed ecco dunque il Rosso di Montalcino 2009 tonico, piacevole, con un bel rapporto tra qualità e prezzo. Più in basso, nel prezzo ma non nella qualità, è il Sant’Antimo rosso di Casanova di Neri (tre quarti di Sangiovese e uno di Colorino): uvaggio di basso costo, ma di piacevole sostanza.

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